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Ospite a “Due chiacchiere con lo scrittore” Maria Enea autrice del romanzo “Porcellana”edito da 0111 edizioni.

L’ Autrice

Maria Enea è nata a Palermo ed è laureata in lettere classiche.  Sposata e madre di due figli, insegna italiano e latino in un grande liceo palermitano. Appassionata di letteratura, arte, musica e spettacolo, è sostenitrice attiva dei diritti delle donne. Ecologista convinta, amante della natura e ciclista per diletto, è persuasa che ognuno debba fare la propria parte per salvare il mondo. Compone da sempre versi e opere in prosa. Ha pubblicato per Antipodes la silloge poetica “Sale e cioccolato”. E’ nella rosa dei finalisti al concorso 1 Giallo x 1000 indetto da Zerounoundici edizioni con il thriller storico “Porcellana.”

Ciao Maria, benvenuta a “Due chiacchiere con lo scrittore”

Jenny: Chi è Maria Enea? Dicci qualcosa di te.

Maria: Sono una professoressa liceale di italiano e latino, dalla vita tranquilla, con un marito medico e due figli. Sono una lettrice accanita, con una buona conoscenza delle lingue classiche, il greco e il latino, e delle letterature antiche. Scrivo da sempre, un po’ di tutto.  Ho già pubblicato una raccolta poetica, “Sale e cioccolato” e adesso il thriller storico “Porcellana”, finalista al concorso 1 Giallo x 1000.  Amo l’arte, la natura, i viaggi. Studio le persone. Mi sono laureata cin lettere classiche con una tesi sull’antica Locri Epizefiri, perché da alcuni autori si desumeva che in quella città fosse in vigore il matriarcato. Purtroppo scoprii che si trattava di una menzogna. Ma da questo si può arguire come per me abbia sempre avuto un’importanza fondamentale il tema della parità dei sessi. Credo che ancora la parità non sia stata raggiunta, basta accendere un attimo la tv per rendersene conto.

Jenny: Come è nata l’idea del tuo romanzo “Porcellana”?

Maria: Ho una formazione storico-archeologica, e nutro una passione per la cultura materiale dei popoli, che è ciò che ci resta di loro, dal coccio di ceramica al tempio. Di solito “interrogo” gli oggetti. Come sono stati fabbricati? Come sono arrivati a me? Con la porcellana è successo così. Ho scoperto tante cose interessanti, oltre a ciò che ho inserito nel libro. L’alchimia è un mondo sfuggente e misterioso, ancora vitale, perché si tratta di una scienza ermetica praticata da iniziati. Aggiungi poi il mio sospetto che nella storia del rapporto tra donne e scienza ci sia un inspiegabile vuoto di millequattrocento anni, da Ipazia di Alessandria a Marie Curie, ed ecco che prende corpo la figura della mia donna alchimista, Osmolinda.

Jenny: Quanto sono importanti per te le parole?

Maria: Le parole sono importantissime. Pensa che per la Cabbala ebraica le parole creano mondi e li distruggono. I Nomi sono importantissimi in alchimia e nella tradizione ermetica. Ma senza arrivare a tanto, credo che le parole possano rispecchiare stati d’animo, opinioni, oppure insinuare dubbi, confondere. Nella narrativa, ma anche in poesia, amo la chiarezza , accompagnata dalla precisione. Questo mi hanno insegnato gli autori classici, in particolare i miei amati Virgilio, Dante e Orazio.

Jenny: Qual è il tuo libro preferito tra quelli che non hai scritto tu? E il tuo autore o autrice preferito?

Maria: Io nutro un amore spasmodico per la Divina Commedia, a cui ho anche dedicato una poesia nella mia silloge, in cui mi sono definita “ladra”, perché da una vita cerco, con metaforiche armi, di penetrare i segreti che il sommo poeta ha celato nel suo capolavoro. Mi servo in ciò dei testi di Giovanni Pascoli, grande poeta, ma anche massone e  dantista, che nei suoi scritti fornisce una sua interpretazione del poema. Perché Dante, come Osmolinda, la mia alchimista , era un iniziato. Faceva parte della setta  dei  Fedeli d’Amore.

Jenny: Hai un personaggio preferito nel tuo romanzo? Se si, chi è e perché ci sei particolarmente affezionata?

Maria: Il personaggio che ho amato di più, nel mio libro, è Osmolinda, che è un personaggio inventato, uno dei pochi in un thriller storico con solide e documentate basi. E’ una donna ideale, modesta, amante della Conoscenza, determinata, ottima madre,  capace di cavarsela anche da sola, senza un uomo,  di sopravvivere  alle delusioni. Una donna anticipatrice dei tempi.  E che, per forza di cose, non poteva essere italiana.

Jenny: Quale è stato il personaggio che ha chiesto più sforzo e quale ti è venuto più facile costruire?

Maria: Non ho riscontrato particolari difficoltà nel delineare i personaggi realmente esistiti.  E’ stato complesso fare ricerca nel settore dell’alchimia, che è quasi impenetrabile. La parte più difficoltosa è stata non la costruzione di un personaggio, ma l’ideazione delle prove iniziatiche delle Nozze Alchemiche, per cui mi sono ispirata a un misterioso “romanzo” del Seicento, “Le nozze chimiche di Christian Rosenkreutz”, di Johann Valentin Andreae, che è uno dei manifesti dei Rosacroce.

Jenny: Chi dovrebbe leggere il tuo romanzo?

Maria: Penso che “Porcellana” possa essere letto da tutti perché è scorrevole, ma in particolare credo che sia adatto a che ama il romanzo storico con elementi misteriosi, nonché a un pubblico femminile, perché Osmolinda è protagonista di un’intensa e dolorosa storia d’amore con Andreas.

Jenny: Una citazione del tuo romanzo…

Maria: “Dopo l’accensione dell’atanor, voi vi ritirerete in quella camera in alto e vi unirete fisicamente. Così avverrà realmente l’unione simbolica tra il Maschile e il Femminile, si ricomporrà l’Ermafrodito delle antiche leggende.”

Jenny: Maria cosa ti chiederesti se fossi al mio posto?

Maria: Mi chiederei come faccia a conciliare la passione per la scrittura con la professione e con la famiglia. E io ti risponderei che è molto, molto difficile, e spesso scrivo di notte.  E comunque ho scritto moltissimo. Ho già pronta un’altra silloge, e un altro romanzo totalmente diverso da “Porcellana”. Incrociamo le dita.

Grazie per il tuo tempo…

Il libro dell’autrice

Trama

Finalista al Premio “1 Giallo x 1.000” III edizione
All’inizio del Settecento, la porcellana cinese è ambita da nobili e famiglie regnanti. Ma la sua formula è protetta dal segreto di stato da parte della Cina e vani sono tutti i tentativi per riprodurla. Un alchimista tedesco, Bottger, viene arrestato a Dresda e condotto al palazzo reale dal re di Sassonia, convinto che egli possa scoprirne la formula. Nel suo lavoro viene supportato dall’amico, il fisico Von Tschirnhaus. Tuttavia la ricerca rimane infruttuosa finché per caso i due non s’imbattono nella vicenda di una misteriosa donna alchimista, Osmolinda, vissuta due secoli prima…

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