“I cocci del mio nuovo alfabeto” di Filomena Lombardo edito da Edizioni Creativa. Estratto

Trama

Nei “Cocci” di Filomena Lombardo c’è un nuovo alfabeto da conoscere, da gustare con esclusivo piacere, facendosi sorprendere e guidare in quell’itinerario di conoscenza, di connessioni, che l’autrice ha costruito con il rigore della cultura e la passione dell’archeologa. Sono conchiglie cercate e trovate sulla spiaggia della cultura e della coscienza dell’autrice, passeggiando in compagnia di un’alba luminosa, che spaziano tra storia, mito, letteratura e arte pittorica, collegando ogni sapere umano e acquisendo un ritmo originale, restringendo gli spazi temporali e concettuali tra Ovidio a Frida Kahlò, tra Lucrezio ed Elsa Morante, tra Omero e Verga, tra l’Ariosto e Goethe uniti da un unico filo che ci sussurra di rileggere qualche pagina dimenticata o mai conosciuta, godendo della loro bellezza.
Specchi riflessi di immagini, pensieri che spaziano liberi, miti che svelano nuovi e antichi significati offrendo rinnovati elementi di riflessione, svelando segreti che ne producono ulteriori. È il senso profondo dell’analisi delle parole che intriga, un senso evocativo e non solo etimologico, che ordina le lettere in una progressione concettuale, filosofica ed emozionale non solo alfabetica.
Parole di uso comune come amore, bellezza, ideale, memoria, umiltà che spesso sembrano avere perso per strada il loro significato, o abbiano limitato la loro energia per un uso dissennato, si riappropriano della loro forza, della loro capacità di comunicare pensieri e stati d’animo.
Le nostre parole sono il nostro essere e il nostro esserci: il nostro presente e il nostro passato.
Enrico Inferrera

Estratto

…alle Genti del nostro sud,
imbevute di grecità e classicismo,
…alla parola, specchio della nostra anima,
che trasmette ilarità a chi la legge.
…a chi mi ha sostenuta,
rendendo più luminosa la bellezza della scrittura,
piacere squisito di un’eleganza schietta.

L’alfabeto dei Cocci

di Enrico Inferrera

Nei “Cocci” di Filomena Lombardo c’è un nuovo alfabeto da conoscere, da gustare con esclusivo piacere, facendosi sorprendere e guidare in quell’itinerario di conoscenza, di connessioni, che l’autrice ha costruito con il rigore della cultura e la passione dell’archeologa.

Specchi riflessi di immagini, pensieri che spaziano liberi, miti che svelano nuovi e antichi significati offrendo rinnovati elementi di riflessione, svelando segreti che ne producono ulteriori.

È il senso profondo dell’analisi delle parole che intriga, un senso evocativo e non solo etimologico, che ordina le lettere in una progressione concettuale, filosofica ed emozionale non solo alfabetica.

Parole di uso comune come amore, bellezza, ideale, memoria, umiltà che spesso sembrano avere perso per strada il loro significato, o abbiano limitato la loro energia per un uso dissennato, si riappropriano della loro forza, della loro capacità di comunicare pensieri e stati d’animo.

Le nostre parole sono il nostro essere e il nostro esserci: il nostro presente e il nostro passato. Quando le utilizziamo con precisa armonia, sia parlando che scrivendo, diamo la giusta vitalità ai nostri pensieri, inseguiamo la bellezza; le mortifichiamo quando le usiamo impropriamente, ne impasticciamo il significato, quando nascondono menzogne, rivelano pensieri confusi, quando le indossiamo come un vestito elegante ma sudicio, che non si addice al luogo, alla circostanza, al tempo.

“Scrittura ora e mai come vendita delle parole” ammonisce Filomena, evidenziando la diffusa falsità dei mercanti della grammatica, che tradiscono il loro stesso fine facendosi accarezzare, genuflessi, dal potere o adusi a plastiche riverenze agli umori demoniaci del denaro.

I “Cocci” sono conchiglie cercate e trovate sulla spiaggia della cultura e della coscienza dell’autrice, passeggiando in compagnia di un’alba luminosa, che spaziano tra storia, mito, letteratura e arte pittorica, collegando ogni sapere umano e acquisendo un ritmo originale, restringendo gli spazi temporali e concettuali tra Ovidio a Frida Kahlò, tra Lucrezio ed Elsa Morante, tra Omero e Verga, tra l’Ariosto e Goethe uniti da un unico filo che ci sussurra di rileggere qualche pagina dimenticata o mai conosciuta, godendo della loro bellezza.

Lo studio della parola si completa con “Metagrafando” e con “Etimologia ed enantiosemia” donandoci nuovi spunti di riflessione sull’uso della nostra lingua.

In questa edizione rielaborata e provvista di nuove riflessioni, l’opera della Lombardo è completa, va letta e riletta più volte.

Spesso si vola sulle ali di una poesia raffinata quando la donna scrittrice prevale sulla ricercatrice, e, munita di “un paio di scarpe comode”, calpesta le ingiustizie e va “in ogni dove” “con un forte ideale in cui credere fermamente”.

E’ ispirata l’autrice, cerca nel suo mondo e arricchisce di nuove parole il testo, trova “Felicità”, “Storia” e la struggente “Insieme”; l’omaggio a Napoli è “un atto d’amore”.

Di grande interesse per la ricerca narrativa e per i concetti espressi è la favola moderna rappresentata in “Dialoghi a corte” dove l’ambientazione aulica diventa un teatro immaginario per approfondire temi antichi e moderni.

Le liriche de “Il mio Sud” volteggiano in armonia tra la storia e l’attualità, tra l’introspezione e l’osservazione della realtà, ci accarezzano l’anima con “lo spirito del tempo dilatato”.

L’intensa suggestione di “Parole improvvisate” chiude il volume donandoci le emozioni di “una donna che cela il movimento anche se il corpo non si muove”.

Leggiamo, riflettiamo, immaginiamo. Facciamolo con cura, qui,forse, c’è il mondo che vorremmo.

L’ordine delle parole

“Capita alle persone veramente sapienti,

quello che capita alle spighe di grano:

si levano e alzano la testa dritta e fiera,

finché sono vuote,

ma quando sono piene di chicchi,

cominciano ad umiliarsi e ad abbassare il capo.”

Michel de Montaigne

E cos’è l’ordine delle parole, se non la rappresentazione mentale che di esse abbiamo?

L’alfabeto come spunto di riflessione e suggerimento, per approfondire il significato delle parole, senza alcuna inversione di lettera o vocale, senza indugio e stravolgimento.

I Cocci del mio alfabeto è un insieme di stesure per delectere, in cui annoto sensazioni, definizioni personali e storie, fino a pervenire al mito , all’arte e alla letteratura, per condividere il senso di un’idea e il contenuto della materia con il lettore.

Ho evidenziato alcuni aspetti possibili delle parole in una realtà passata e presente, che riflette pregi e difetti nelle arti, rievocando, dunque, un passato antico per fornirci esempi eccellenti. Un passato misconosciuto, di personaggi e fatti in attesa di essere ritrovati, gli unici che potrebbero darci in mano quel sapere accumulato e sviluppato per secoli, in attesa di essere portato verso vette sempre più alte.

Scostare le parole dalla semantica comune, per riconsegnare voce e risonanza a volti di scrittori già noti, a miti già letti, a sculture già viste e richiamarli alla memoria, vivendo all’interno di quel tempo che non è più.

Un’invocazione alla saggezza, …

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Jenny Citino

Jenny Citino è la curatrice del blog letterario "Librichepassione.it" Amante della lettura sin da bambina, alterna questa sua passione con la musica classica, il giardinaggio e la pratica dello Yoga.

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