Recensione del romanzo “Le lettere d’amore di Esther Durrant” di Kayte Nunn edito da Newton Compton

Le lettere d’amore di Esther Durrant
Autrice: Kyte Nunn
Traduzione di: F. Campisi
Casa editrice: Newton Compton

Genere: romanzo rosa
data di pubblicazione: 28 Novembre 2019
pagine: 381
prezzo: 9,40

Sinossi

Isole Scilly, 1951. Esther Durrant, una giovane madre, viene internata per volere del marito. La struttura, situata nelle remote isole a sud della Cornovaglia, rischia di trasformarsi per lei in una prigione. Ma grazie alla gentilezza del dotto Richard Creswell, uno psichiatra con idee all’avanguardia, quel luogo sembra trasformarsi in un rifugio per Esther. 2018. La scienziata marina Rachel Parker si imbarca per un progetto di ricerca nei mari inglesi, quando un violento temporale la costringe trovare riparo su un’isola. Qui, il ritrovamento di una valigia piena di lettere cambierà per sempre il suo destino. La dolcezza e la passione di quelle parole scritte più cinquant’anni prima, infatti, spingono Rachel a indagare per ricostruire tutta la storia di Esther e del periodo che ha trascorso in quelle isole. E i segreti che emergeranno dal passato avranno ripercussioni, distanza di mezzo secolo, sulla vita della stessa Rachel.

Recensione

Tre parole per descriverlo: Toccante – Educativo – Riflessivo

Trama in generale:

1951 Isole Scilly. Esther Durrant, giovane madre, a seguito di un tragico evento accadutole, viene a sua insaputa internata per volere del marito. Inizia così il “viaggio” della nostra prima protagonista all’interno della sua psiche, che la condurrà in luoghi “nascosti” della sua anima, dove poter ritrovare se stessa.

A tenerle la mano durante il suo intero percorso di guarigione, sarà il Dottor Richard, amico di infanzia di John (marito di Esther), che sarà per lei la luce infondo al tunnel, l’arma con la quale sconfiggere i suoi “demoni” interiori.

Richard annuì. <<Certo. Ogni tanto siamo chiamati a combattere contro i nostri demoni, e quelli che ci creiamo da soli sono gli avversari più temibili. Ma posso garantirle che passerà. Le cose cambieranno>>.

<<È una promessa?>>. Non sembrava convinta.

<<Sì. Alla fine si sistemerà tutto>>.

2018. La biologa e scienziata marina Rachel Parker, viene assunta per un progetto di ricerca, che la condurrà attraverso un pericoloso “scherzo del destino”, proprio sull’isola frequentata sessant’anni prima da Esther. Qui, Rachel, riporterà alla luce una storia d’amore, passionale ed immortale, che vede protagonista proprio Esther ed il suo amato R.

La potenza evocativa di questo amore tanto antico quanto travolgente, spingerà Rachel a mettere in discussione tutte le sue certezze.

Aveva lottato contro qualcosa che la teneva in pugno. Stava cercando qualcosa, qualcosa che per lei significava molto, che desiderava, ma adesso era di nuovo sveglia e non ricordava cosa fosse. Riaffiorò alla sua memoria la frase di una delle lettere: “Mi è rimasto un buco dove prima avevo il cuore”.

Due epoche diverse, due donne diverse con due vite diverse. Due destini che inevitabilmente tenderanno ad incrociarsi: cosa accadrà?

Miglior personaggio:

Essendo un romanzo femminile e femminista, è stato bello poter leggere della comparazione di varie sfaccettature caratteriali delle donne protagoniste dell’opera. La mia preferita è risultata Rachel.

Donna in carriera, amante della solitudine e della biologia. Sfuggente, con un’ironia tagliente, ammalia ma non si lascia ammaliare. Il classico tipo di donna a cui piace avere il controllo della situazione, soprattutto quando si tratta di uomini.

Amante della sua libertà, Rachel è sempre alla ricerca di nuovi luoghi da esplorare, con la speranza che questi colmino il “vuoto” che la accompagna ogni giorno.

Colei che ha sempre evitato l’amore, cercando a tutti i costi di non affezionarsi, paradossalmente, rievocherà sensazioni profonde, assopite da tempo, proprio grazie a delle lettere d’amore ritrovate sull’isola in cui sbarcherà a seguito di un naufragio.

La magia avviene proprio quando si renderà conto che quel vuoto, è in realtà un cuore che ha solo bisogno di essere amato.

Ed ecco, che Rachel si trasforma, sciogliendosi dalla sua stessa presa, quella che per tanto, troppo tempo le ha impedito di lasciarsi andare ai suoi sentimenti per paura di restarvi intrappolata.

Quella stessa paura, che accomuna tutte noi donne, soprattutto in amore.

Rachel, ci insegna che la vita, quella vera, piena che merita di essere vissuta, è oltre quella paura.

Ed accorgersene, è la più importante delle libertà.

Conclusioni personali:

Dopo il precedente fenomeno letterario “La figlia del mercante di fiori”, Kayte Nuun ci delizia con un altro romanzo che rappresenta al meglio il connubio perfetto tra delicatezza e potenza. Un paradosso vincente, che permette al lettore di catapultarsi completamente all’interno della vicenda, pur presentando una forte dinamicità temporale.

La storia, infatti, è narrata parallelamente in due epoche diverse. Questo, a mio avviso, è il punto di forza dei personaggi, che in questo modo possono essere messi a confronto nelle loro caratteristiche fisiche e soprattutto caratteriali, comportamentali.

“Le lettere d’amore di Esther Durrant” è un romanzo in cui si evince la potente corrente di pensiero femminista, che attraversa tutti i secoli della nostra storia. Esther da un lato, e Rachel dall’altro, rappresentano perfettamente lo spirito rivoluzionario delle donne, e di come questo non sia scemato nel corso degli anni. Entrambe, combattono per la loro libertà, sia esteriore che interiore, e lo fanno marcando la loro voglia di emancipazione da un mondo stereotipato, in cui si trovano costrette a vivere.

A fare da sfondo a quest’autentica battaglia, è un’importante tematica: quella della depressione.

Da un lato quella post-partum che colpisce Esther, dall’altro, quella post-traumatica che ha colpito invece gli altri pazienti del dottor Richard, veterani di guerra.

La scrittrice, è stata brava a trattare delle tematiche così delicate, ma sempre attuali, in termini corretti dal punto di vista sia scientifico che umano. I personaggi, infatti, manifestano le loro condizioni a livello esterno nel rapporto con gli altri, ma anche attraverso lunghe digressioni interiori, dalle quali si percepisce a pieno il dolore e le problematiche che derivano proprio da queste malattie.

In questo modo, al lettore viene offerta una panoramica a trecentosessanta gradi delle peculiarità dei protagonisti, permettendo la creazione di un rapporto di empatia reciproco.

La scrittura è resa scorrevole dalla dinamicità temporale che la caratterizza; i luoghi, soprattutto quando ci troviamo nel passato, vengono descritti analiticamente, senza tralasciare le usanze e gli abiti, essenziali per poter rendere la narrazione più realistica possibile.

Il romanzo si prospetta deciso nel portare a termine il suo obiettivo: quello di educare il lettore all’importanza della libertà, in tutte le sue forme; all’importanza della forza d’animo, di come il nostro Io possa salvarci dal mondo. L’obiettivo di tramandare l’autenticità di valori come l’amore e l’amicizia, dei quali se ne afferma l’immortalità.

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Greta Di Celestino

21 anni, con la testa tra le nuvole, in un mondo in cui solo i romanzi sanno condurmi. Appassionata di legge e letteratura; di tutto ciò che il mio cuore sceglie prima della mia testa

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