Super Segnalazione: “Trio” di Dacia Maraini edito da Rizzoli da domani 30 Giugno 2020 in tutte le librerie e on-line

Sinossi

Sicilia, 1743. Il loro legame viene da lontano, e ha radici profonde. È nato quando, ancora bambine, Agata e Annuzza hanno imparato l’arte tutta femminile del ricamo sotto lo sguardo severo di suor Mendola; è cresciuto nutrendosi delle avventure del Cid e Ximena, lette insieme in giardino, ad alta voce, in bocca il sapore dolce di una gremolata alla fragola; ha resistito alle capriole del destino, che hanno fatto di Agata la sposa di Girolamo e di Annuzza una giovane donna ancora libera dalle soggezioni e dalle gioie del matrimonio. Ora, mentre un’epidemia di peste sta decimando la popolazione di Messina, le due amiche coltivano a distanza il loro rapporto in punta di penna, perché la paura del contagio le ha allontanate dalla città ma non ha spento la voglia di far parte l’una della vita dell’altra. E anche se è lo stesso uomo ad accendere i loro desideri, e il cuore scalpita per imporre le proprie ragioni, Agata e Annuzza sapranno difendere dalla gelosia e dalle convenzioni del mondo la loro amicizia, che racconta meglio di qualunque altro sentimento le donne che hanno scelto di essere. Il ritorno di Dacia Maraini alla narrazione storica dopo La lunga vita di Marianna Ucrìa, uno dei suoi libri più amati, è un romanzo intenso e delicato, pervaso dai colori e dagli odori della sua Sicilia, che attraverso il filtro di un passato mai così vicino parla di ognuno di noi, e di cosa può salvarci quando fuori tutto crolla.

Estratto

4 Maggio 2020

Caro lettore

qualche parola per spiegarti come è nato questo breve romanzo.

Mentre facevo le ricerche per Marianna Ucrìa, nella seconda metà degli anni Ottanta, sono capitata su una cronaca della peste a Messina. Un anno terribile il 1743, in cui, come racconta lo storico Orazio Turriano, il 20 Marzo era approdata in città una tartana, un piccolo veliero, che veniva dalla Grecia, carica di tessuti. Le autorità del porto chiesero quanti marinai ci fossero a bordo e il capitano disse che erano dodici. Ma alla conta risultavano undici. Il responsabile portuale ne domandò la ragione e il capitano rispose che uno dei marinai era morto in viaggio per una malattia di cuore. Gli altri stavano bene e tutto era a posto. Ma le guardie del porto non si lasciarono incantare e misero i marinai in quarantena: una parola oggi a noi molto familiare, che deriva proprio da questa pratica di segregare per quaranta giorni le imbarcazioni e i loro equipaggi come misura di prevenzione dalle malattie. Due giorni dopo il capitano della nave si ammalò e morì. Sul suo corpo si trovarono i segni della peste. A questo punto la loro nave fu sequestrata con tutto quello che c’era dentro. Intanto altri marinai si ammalarono. E per quanto tenuti in quarantena, il contagio si diffuse oltre le mura del lazzaretto non si sa come e qualche tempo dopo cominciarono ad ammalarsi i cittadini di Messina.

In poche settimane ci fu una ecatombe, per quanto le autorità fossero severissime nel cercare di fermare l’epidemia. La gente scappava rifugiandosi in campagna e la malattia si spandeva per l’isola, anche se nelle altre città apparve solo in forma leggera e fece pochi morti.

In Marianna non ho raccontato questo episodio che mi sembrava fuori tema. Ma mi è rimasto in mente da allora. E quando l’amico Vincenzo Drago di Bagheria mi chiese un testo per la sua piccola casa editrice, decisi di scrivere una storia che si svolgesse durante quella epidemia di peste. Una storia d’amore perché in quel momento stavo vivendo un difficile rapporto sentimentale. …

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Jenny

Jenny Citino è la curatrice del blog letterario "Librichepassione.it" Amante della lettura sin da bambina, alterna questa sua passione con la musica classica, il giardinaggio e la pratica dello Yoga.

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