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Segnalazione: “Ritorno a Villa Blu” di Gianni Verdoliva edito da Robin edizioni. Estratto

Sinossi

È giugno e come ogni anno tre fratelli, Alessio, Francesco e Tommaso, ritornano a Villa Blu, la dimora di famiglia dove hanno trascorso tante altre estati. Questa volta, però, saranno soli: non ci sarà più il nonno né i genitori e i tre protagonisti si troveranno a gestire la villa di famiglia avuta in eredità dal nonno Ascanio e a fronteggiare misteri, maledizioni ed eventi irrisolti che coinvolgono Villa Blu e il bosco limitrofo. Nel paese sulle sponde del lago, figure inquietanti e altre benevole si intrecceranno alle vicende dei tre fratelli, vittime di un maleficio che vedrà il suo culmine il giorno del solstizio.

Estratto

Ai miei mentori che tirano fuori il meglio di me
Alessandra Ambrosino, Luisa Gentile
e Giuseppe Vercelli.
Ai miei lettori e alle mie lettrici

Pratica gesti casuali di gentilezza
e atti insensati di bellezza.
(Anne Herbert)
Aiuta la barca del fratello ad attraversare
e anche la tua raggiungerà l’altra riva.
(Proverbio Indù)
La magia tiene sempre la porta aperta.
Davvero, sempre.
Trovarla dipende solo da noi.
(Banana Yoshimoto)

Prefazione


Una villa sul lungolago, un giardino con il pozzo
dal quale si levano strani lamenti, scampanellii confusi
ed intermittenti, il verso di un gufo che squarcia
la notte… poi l’eredità lasciata da nonno Ascanio
agli amati nipoti…
Insomma potrebbero davvero esserci tutti gli
ingredienti per un racconto avvincente, un giallo
velato di leggere sfumature horror… ma attenzione,
le premesse in questo caso ingannano perché il romanzo
di Gianni Verdoliva non è solo questo, è ben
di più. È il fluire agile di una storia accattivante e
originale, forse un pizzico surreale.
La trama si dipana intorno alle vicende di molti
personaggi, di tutte le età, che hanno in comune un
legame con Villa Blu e con quanti vi abitano o vi
hanno abitato nello scorrere delle generazioni. Si
tratta di individui vari, ben caratterizzati nella loro
fisicità, ma soprattutto intriganti per gli stati d’animo
che provano: per le loro inquietudini, per le loro
gioie e per i loro dolori, specchio di un’epoca a noi
molto vicina, ma al tempo stesso ritratto delle vicende
umane universali.
I riferimenti cronologici non mancano, si percepiscono
dall’intreccio molto variegato nel quale
si alternano presente e passato con la storia di tre generazioni, ma lo scorrere del tempo risalta ancor
più nel comportamento quotidiano dei protagonisti
che si muovono in un ambiente reale, anche se volutamente
indefinito; questi personaggi diventano
perciò emblemi del vivere quotidiano in tutta la sua
complessità, con tutti i travagli che l’esistere comporta.
L’odio, la gelosia, l’amore, la solidarietà, la
delusione si intersecano di continuo con il procedere
della narrazione, ma soprattutto, motore di ogni
cosa è la lotta fra il bene ed il male.
Il binomio, che ha origini nella letteratura classica
antica, è qui declinato dallo scrittore in forma
originale e del tutto nuova, senza toni tragici ma con
leggerezza e modernità, senza sconvolgere troppo i
nostri paradigmi logici, ma affermandone comunque
l’esistenza.
La forza del male, dapprima velatamente suggerita
nel romanzo, si disvela progressivamente con il
procedere della lettura fino a rendersi riconoscibile
in tutta la sua potenza, tanto da influenzare la vita
degli ignari protagonisti che ne diventano vittime,
a volte ereditando dal passato un destino ingiusto.
Il bene è rappresentato da figure sensibili e altruiste,
ricche di doti naturali, ma sempre umili e
semplici, capaci, indipendentemente dalla loro età
anagrafica, di intuire i bisogni degli altri e di favorire
le relazioni umane, senza pregiudizi
Lo scrittore sembra metterci in guardia dicendoci
che il male esiste, si serve di molteplici strade,
comprese le arti occulte e la manipolazione e bisogna
saperlo vedere subito, perché il male si nutre
della paura e del dolore altrui. La forza interiore,sembra suggerirci l’autore, pare essere la chiave per
proteggersi e superare le insidie del maligno. Esiste
pure il bene, fatto di piccoli grandi gesti di gentilezza
e di atti insensati di bellezza: un dolcetto, un abbraccio,
un sorriso, un ascolto autentico, un invito
a ballare. Esistono quindi pure i personaggi positivi
che scelgono coscientemente il bene e sanno opporsi
con coraggio e sapienza specie se sanno unire le
loro forze a scopo di bene.
Pur essendo nel suo impianto globale un thriller
dai contorni paranormali, Ritorno a Villa Blu è anche
un romanzo di formazione, le vicende di Tommaso,
Francesco e Alessio sono anche le vicende di
tre fratelli che impareranno ad affrontare le difficoltà
della vita e a diventare adulti.
Diversi i temi morali e spirituali trattati dall’autore
come il perdono, la vergogna, sentimento raro
nella nostra epoca, e i legami profondi che durano
nel tempo, siano essi di amicizia, di amore o famigliari.
Si intuisce inoltre, procedendo nella lettura, un
invito ad andare oltre le apparenze. I personaggi infatti
si rivelano essere altro da ciò che sembra in un
primo momento.
Di particolare rilevanza il cibo. Le pietanze e i
pasti descritti con precisione sono cura per gli altri
e condivisione e si declinano con un occhio alla tradizione
locale, vista l’ambientazione sulle rive di un
lago. Anche la musica, che sia attraverso le note di
un’orchestra, di un pianoforte o del magico quanto
poco conosciuto hangpan, lo strumento amato dai

tre fratelli, accompagna e arricchisce di suggestioni
uditive la lettura del romanzo.
Presenti anche temi spirituali importanti come la
morte, frutto dell’accanimento del malvagio o destino
naturale da accogliere con dignità o la reincarnazione
qua presentata nell’originale proposta
del destino di un tenero cagnolino, che si rivelerà
centrale per il dipanarsi della vicenda.
Dalla lettura, a conclusione della storia, deriva
quindi un messaggio di ottimismo, lontano dalla
visione pessimistica di Leopardi, forse più vicino
all’ineluttabile male di vivere di Montale; si tratta
però qui di un male a cui tante energie positive possono
opporsi: sono quelle di anime che sentono allo
stesso modo e che insieme possono e devono lottare
contro i malefici che inevitabilmente giungono ad
ingabbiare gli individui.
Luisa Gentile

1


Lasciare le cose in ordine
Ancora una volta quel verso, stridulo e acuto che
squarcia la quiete serale. Ancora una volta quel gufo
che, posandosi su uno dei rami del faggio al lato
della villa e guardando nella sua direzione, emetteva
a intervalli irregolari i suoi versi. Lo vede bene
dalla finestra e sembra proprio che lo fissi, sembra
che sia lì per lui. E, per un attimo, sembra che gli
occhi del gufo entrino in contatto diretto con i suoi
come a voler comunicare con lui. Abbassa lo sguardo
Ascanio e si allontana dalla finestra scostando le
tende per dirigersi, con aria mesta e silenziosa, verso
il camino al lato del salone. Il camino era ancora
pulito, libero dalla legna che forse sarebbe stata ora
di far caricare per affrontare l’inverno. Di nuovo il
verso del gufo, più forte e lancinante; Ascanio sobbalza
questa volta, sentendo il corpo attraversato da
un’ondata di gelo. Serrandosi la cintura della vestaglia
da casa come per proteggersi, Ascanio decide
di uscire in giardino. Non è tardi, anche se le incipienti
serate di ottobre segnalano le ombre notturne
che stanno per arrivare.
“Chissà, forse le ombre stanno per arrivare anche
per me” ragiona Ascanio mentre scende lentamente
le scale dirigendosi verso la porta d’ingresso per

fermarsi poi di colpo. In lontananza, ma udibili, dei
suoni. Dapprima leggeri ed indistinti, poi, sempre
più chiari. Degli scampanellii, confusi, scoordinati
e agitati si sentono in lontananza. Talmente in lontananza
che, forse, sarebbero stati quasi inudibili ad
un orecchio disattento. Invece quegli scampanellii
Ascanio li conosceva bene e li aveva sentiti quella
notte, quella tragica notte. Immobile con la mano
ferma sul mancorrente, Ascanio resta immobile,
muto, senza pensieri. Dentro di lui il vuoto. Aveva
imparato, con gli anni, a dominare e a gestire le
sue emozioni, inclusa la paura; eppure quello scampanellio,
ogni volta, provocava in lui una tempesta
emozionale che lo metteva a dura prova. Il pendolo,
da basso, batte le 21.30. Esattamente la stessa ora
in cui, pur con intensità diverse, si faceva sentire lo
scampanellio. Tuttavia Ascanio non ha paura, non
per se stesso, almeno. Riprende lentamente a scendere
i gradini, osservando, verso la fine della scala,
la sua immagine riflessa allo specchio. Scorge nella
penombra la sua figura e il suo volto segnato dalle
macchie della vecchiaia e dalle rughe, quella sera
lì ai suoi occhi oltremodo manifeste…

L’autore

Gianni Verdoliva vive e lavora a Torino. È un giornalista pubblicista che ha scritto per varie testate e che attualmente collabora col mensile Polizia e democrazia. Dopo aver terminato la scuola di counseling ad indirizzo analitico-transazionale è attualmente S.F.E.R.A. coach.
Ama la natura e l’arte, le tradizioni e la storia, i borghi medievali e i sentieri di campagna; è appassionato di racconti di fantasmi e del paranormale.
Ritorno a Villa Blu è il suo primo romanzo, già finalista al premio Il Convivio 2018 come opera inedita. Ha precedentemente pubblicato una raccolta di racconti, Come anime scelte che si ritrovano finalista al premio Il Convivio 2017; ha ottenuto una Targa al premio Milano International 2019 nonché la Menzione d’onore al premio Michelangelo Buonarroti 2019.

Se volete avere maggiori informazioni sull’autore visitate la sua pagina https://gianniverdolivascrittore.it/

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