Recensione del romanzo “Finchè il caffè è caldo” di Toshikazu Kawaguchi edito da Garzanti

“Finchè il caffè è caldo”
Autore: Toshikazu Kawaguchi
traduzione di : Claudia Marseguerra
Casa editrice: Garzanti
data di pubblicazione: 12 marzo 2020
pagine: 177
prezzo: 15,20

Sinossi

In Giappone c’è una caffetteria speciale. È aperta da più di cento anni e, su di essa, circolano mille leggende. Si narra che dopo esserci entrati non si sia più gli stessi. Si narra che bevendo il caffè sia possibile rivivere il momento della propria vita in cui si è fatta la scelta sbagliata, si è detta l’unica parola che era meglio non pronunciare, si è lasciata andare via la persona che non bisognava perdere. Si narra che con un semplice gesto tutto possa cambiare. Ma c’è una regola da rispettare, una regola fondamentale: bisogna assolutamente finire il caffè prima che si sia raffreddato. Non tutti hanno il coraggio di entrare nella caffetteria, ma qualcuno decide di sfidare il destino e scoprire che cosa può accadere. Qualcuno si siede su una sedia con davanti una tazza fumante. Fumiko, che non è riuscita a trattenere accanto a sé il ragazzo che amava. Kòtake, che insieme ai ricordi di suo marito crede di aver perso anche sé stessa. Hirai, che non è mai stata sincera fino in fondo con la sorella. Infine Kei, che cerca di raccogliere tutta la forza che ha dentro per essere una buona madre. Ognuna di loro ha un rimpianto. Ognuna di loro sente riaffiorare un ricordo doloroso. Ma tutte scoprono che il passato non è importante, perché non si può cambiare. Quello che conta è il presente che abbiamo tra le mani. Quando si può ancora decidere ogni cosa e farla nel modo giusto. La vita, come il caffè, va gustata sorso dopo sorso, cogliendone ogni attimo.

Recensione

“ … la gente troverà sempre la forza di superare tutte le difficoltà che si presenteranno. Serve solo il cuore.”

“Finché il caffè è caldo” è ambientato in una piccola caffetteria di Tokio, un posto poco affollato, frequentato il più delle volte dagli stessi clienti oppure da persone in cerca di risposte, un luogo apparentemente comune ma misterioso.

“Il caffè era arrivato in Giappone nel periodo Edo, verso la fine del XVII secolo. All’inizio non soddisfaceva le pupille gustative dei giapponesi, e di sicuro non veniva considerata  una bevanda gradevole, ma del resto non c’era da stupirsi visto che sapeva di acqua nera e amara.”

La caffetteria non era rinomata per il suo caffè, bensì per una leggenda metropolitana. Molti non la prendevano in considerazione, altri, erano curiosi e volevano verificare se fosse vero, per questo motivo, alcune persone decidevano di visitare quel luogo.

“Conosco la regola. Il presente non cambia qualunque cosa si faccia, lo capisco alla perfezione. Riportami a quel giorno.”

E la magia inizia quando il cliente si siede su una sedia, ben precisa e Kazu si avvicina tenendo in mano un vassoio d’argento con una tazza bianca e una caffettiera d’argento e un’unica raccomandazione: tornare indietro finché il caffè è caldo.

Un posto che permette alla gente di poter tornare indietro nel tempo per confessare alle persone amate quello che avrebbero  voluto dire realmente, l’ultima volta che si erano incontrati, un posto dove una madre scopre di aver fatto la scelta giusta, un luogo dove una moglie e un marito trovano il segreto per poter stare insieme nonostante la malattia, un luogo che se non fosse esistito una sorella non avrebbe potuto mantenere una promessa, un luogo  che dà l’opportunità alla gente di non avere rimpianti, di dare la giusta importanza al momento al “qui e ora”, al valore dei legami,  e del dialogo, dei gesti  e  dell’ importanza di non rimandare mai.

Un romanzo molto potente, all’inizio non sembra coinvolgere ma dopo qualche pagina è un susseguirsi di emozioni, una lettura scorrevole, commovente e appassionante.
Una narrazione delicata ma allo stesso tempo dirompente perché porta il lettore a riflettere sulla propria vita, sull’importanza dei legami e dello scorrere rapido della vita, ci mette davanti ai propri rimpianti, a quante cose non abbiamo detto ma che avremmo voluto dire, alle cose che avremmo voluto fare ma che non abbiamo fatto ( un abbraccio, una pacca sulla spalla ad un amico per rassicurarlo, una telefonata, una stretta di mano, una parola trattenuta)

L’autore di questo romanzo attraverso la sua narrazione e i suoi personaggi , ci invita ad agire e a non rimandare mai, perché la vita scorre troppo in fretta e l’opportunità di ritornare sui propri passi nella vita reale purtroppo non c’ è, non esiste.

Un libro che consiglio fortemente.

“In fine dei conti, che uno torni nel passato o viaggi nel futuro, il presente non cambia comunque. E allora sporge spontanea la domanda: Che senso ha quella sedia?”

Lo scoprirete leggendo il libro… e scoprirlo sarà davvero  avvincente.
Buona lettura.

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Jenny

Jenny Citino è la curatrice del blog letterario "Librichepassione.it" Amante della lettura sin da bambina, alterna questa sua passione con la musica classica, il giardinaggio e la pratica dello Yoga.

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