Recensione del romanzo “L’uomo senza inverno” di Luigi La Rosa edito da Piemme

“L’ uomo senza inverno”
Autore: Luigi La Rosa
Casa editrice: Piemme
data di pubblicazione: 25 Febbraio 2020
pagine: 434
prezzo: 18.50

Sinossi

Parigi, 1863. Gustave Caillebotte è ancora un ragazzo quando, nel salotto della ricca casa di famiglia, sente parlare, con toni di ferma condanna, dell’esposizione dei pittori Refusés e in particolar modo dell’opera di un certo Édouard Manet.
La visione di quel quadro, Le déjeuner sur l’herbe, al quale si avvicina di nascosto e mosso da un’oscura fame, segna il nascere della passione contrastata che brucerà dentro fino a divorargli l’anima, pervadendo i giorni della sua breve esistenza.
Gustave disubbidisce alle direttive paterne, animato dal desiderio di imparare a dipingere e far suoi quei tratti così inusuali, così nuovi, esperimenti di colore che sono autentici oltraggi alla tradizione e che indicano l’origine di una rivolta: il movimento che qualcuno definirà “Impressionismo”. Una simile passione, agli occhi del padre Martial, uomo severo ma non privo di curiosità, non può che essere un passatempo. Per la madre Céleste, creatura travagliata e complessa, qualcosa di inadatto a un uomo.
Il conflitto tra la sensibilità intima del pittore e il ruolo che la società borghese dell’epoca impone attraverserà come un frastagliato filo rosso l’intera vita del giovane Caillebotte, nutrendo la sua arte e l’amore per i corpi maschili, oggetto di molte delle sue tele più belle.
Questo dissidio tra i propri desideri segreti e le costrizioni esterne si insinua in ogni pennellata, rendendo i suoi lavori intensi e modernissimi. Ma la parabola di Gustave Caillebotte racchiude molto di più: oltre a progettare velieri fu uno dei più importanti collezionisti del suo tempo, il mecenate generoso di artisti immensi come Monet, Renoir, Degas, Morisot e parecchi altri, che devono a lui più di quanto la cultura ufficiale abbia tramandato. Ed è qui, nelle bellissime pagine di Luigi La Rosa, che vediamo scorrere la sua storia, un’epica sofferta e toccante che è già un romanzo.

Recensione

Gustave  Caillebotte, l’ uomo che ha avuto il coraggio di dimostrare la sua vera natura attraverso l’arte sfidando i preconcetti della sua epoca.


“L’arte per lui era tutt’altra cosa : prima un segreto, ora una sconfessione,  che si radicava nel fremere  di una profonda solitudine…”

Il romanzo “L’ uomo senza inverno” è la storia della vita del pittore impressionista  Gustave Caillebotte,  che  fin da ragazzo dimostra la sua passione per  la pittura ereditata da mamma Cèlèste che però, all’inizio, non appoggia il figlio perché considera questa passione inadatta a un uomo, anche papà Martial dimostra di non essere entusiasta della vocazione del figlio, tuttavia il ragazzo non si abbatte e continua a dipingere.

“Da quando i suoi avevano mostrato di essere a conoscenza dei disegni, Gustave lavorava un po’ dappertutto: seduto sulle rive spumose , stravaccato sui prati intorno alla casa, nello spiano oltre al pollaio e una volta perfino all’ interno della piccola cappella rimasta aperta. Nella pace di quelle mura solitarie Gustave aveva terminato uno dei suoi schizzi migliori.”

Gustave trova maggiori ispirazioni nei suoi soggiorni a Yerres ed è proprio in quel luogo che il pittore realizza cosa gli piace realmente dipingere, che cosa attira la sua attenzione  e questo accade  grazie all’ incontro con Jèrome.  Gustave scopre la sua vera natura attraverso la pittura e trascorre con  Jèrome , anche se pur fugacemente, uno dei periodi più belli della sua vita.

“Ormai era talmente chiaro che nasconderlo a se stesso sarebbe stato inutile. Il suo modo d’ amare costituiva un privilegio, ma di quelli che dividono, che spaventano, che mettono fratello contro fratello, madre contro figlio, marito contro moglie. Lo aveva costretto a fuggire, a proteggersi, a tenere nascosto il proprio lavoro. Eppure Gustave sapeva di essere un artista , e come fa un artista a occultare il proprio dono? “

Gustave entra a far parte degli impressionisti , a quei tempi ritenuti dalla Parigi per bene dei falliti, tuttavia  sarà proprio l’ incontro  con Manet, Degas , Reoir, Monet e altri maestri  dell’impressionismo che  il ragazzo  perfezionerà la sua arte.
Divenne il mecenate di questo gruppo.
Gustave  ha avuto un’ esistenza tormentata  a partire dal rapporto con la sua famiglia che non approvava le sue scelte artistiche, ai suoi  amori travagliati, difficili da vivere alla luce del sole, dopo Jèrome ci fu Vincent  il piallatore di parquet  che per lui significava il grande amore, un amore che però non era chiaro per l’ambiguità del suo comportamento, un amore raffigurato nell’opera che gli ha portato più successo  “ I piallatori di parquet”.

Un’altra persona entra nella  vita di Gustave è una donna Anne – Marie – Hagen,  diventata poi (Charlotte Berthier),  un personaggio  molto influente nella vita del pittore.

“Ero diventata abilissima a spiarlo , a osservarlo nascosta nell’ombra, come se non avessi diritto di parola ma sentissi che in lui confluiva tutta la  mia vita. In un modo o nell’altro ne era il centro, un centro da cui sentivo di dipendere.”

Spero davvero di riuscire a trovare le giuste parole per scrivere una recensione che renda giustizia a quello che per me è stato un capolavoro.

“L’ uomo senza inverno “  di Luigi La Rosa è un opera coinvolgente, intensa ricca di bellezza, frutto di un grande lavoro, una ricerca durata sette anni che si è rilevata un grande capolavoro. Attraverso la sua scrittura ci rende partecipe della vita travagliata del pittore, ci fa provare le stesse  emozioni  e attraverso il suo pregevole stile di scrittura, ci immerge nei bellissimi paesaggi francesi.

 Lo scrittore racconta la storia di un artista di cui si è sentito parlare poco,  ma al quale Luigi ha saputo dare gran voce. Un uomo che fin da bambino ha sempre saputo cosa volesse fare della sua vita e che a causa di ciò avrebbe deluso  la sua famiglia alto borghese che per lui auspicava un futuro diverso, infatti l’unico che lo incita e gli resta accanto è il fratello Martial.
Gustave un uomo introverso, sensibile, un artista talentuoso che ha introdotto nella pittura uno stile nuovo quello dell’ impressionismo. Un genio  non compreso  che  attraverso la sua arte non ha avuto paura di mostrare alla Parigi dell’800 la sua vera natura mettendo a rischio la sua carriera da pittore, ma il talento , il sacrificio e la perseveranza  con il tempo hanno messo a tacere i pregiudizi e hanno premiato  l’onestà dell’artista.

Un libro che ho amato dalla prima volta in cui ho visto la copertina e ho letto il titolo  e mi sono chiesta cosa significasse “L’ uomo senza inverno” e leggendolo me ne sono innamorata. Oltre al personaggio di Gustave  un altro ha attirato la mia attenzione e mi è rimasto nel cuore, mi sto riferendo a Anne-Marie-Hagen diventata poi (Charlotte Berthier) una donna  con un grande cuore che ha messo da parte la sua vita  per amore di un uomo, un personaggio che tutti adorerete.
Consiglio questo romanzo ai lettori che amano i bei libri, che apprezzano  la bellezza dell’arte e a quelli che amano attraverso la lettura immergersi nella vita degli altri, vedrete:  attraverso Gustave verrete teletrasportati  nei paesaggi della bellissima Francia.
Un libro consigliatissimo.
Buona lettura.

“Prima di chiedersi chi fosse quel tipo, prima d’interrogarsi sull’odore del suo respiro, prima ancora di scoprire di desiderare le sue carezze, Gustave Caillebotte si domandò come sarebbe stato dipingerlo.”

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Grazie Jenny

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Jenny Citino

Jenny Citino è la curatrice del blog letterario "Librichepassione.it" Amante della lettura sin da bambina, alterna questa sua passione con la musica classica, il giardinaggio e la pratica dello Yoga.

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