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“Il tocco del pianista” di Mirt Komel edito da Carbonio Editore , traduzione di Patrizia Raveggi. Estratto

Sinossi

Gabriel Goldman è un pianista eccezionale, una personalità geniale ed eccentrica. Ricorda il celebre pianista canadese Glenn Gould, e come lui, ipocondriaco, è tormentato dal desiderio e dall’incapacità di toccare, dall’impossibilità di infrangere il limite della propria solitudine. Incontriamo Gabriel in un letto di ospedale di New York, dopo un incidente, improvvisamente vittima di una terribile fobia: non può più toccare niente e nessuno, soltanto i tasti del pianoforte. Il vuoto del presente si intreccia ai ricordi, in particolare quelli della sua infanzia di bambino prodigio, fino a ripercorrere la storia del mancato amore della sua vita, in un fluire quasi tattile di suggestioni e percezioni.

Estratto

Tenebra. Priva di tempo, di tinta, di gravezza. Grama vacuità priva di me, priva di te, di lui o di chiunque altro, di qualsiasi altra cosa. Nulla, nulla non c’è nulla. Non propriamente necessitato e tuttavia necessario, segue un movimento inconscio del corpo, quindi il risveglio della coscienza. Dolore, biancore, dolore, squallore, dolore – suoni. Lamenti e patimenti: i miei. Il cuore palpita, fai un respiro, , il sangue circola, fai un respiro, la ferita si sana, fai un respiro. Luce.
Si era svegliato, con gli occhi rivolti al muro e il naso in un respiratore, nel reparto di rianimazione di un ospedale pubblico di New York; vi era trasportato dopo che si era accasciato a terra perdendo i sensi, non si sa bene quanto tempo prima. In seguito gli avrebbero raccontato che era caduto con la faccia sull’ asfalto e , com’ era logico, invece, in quello stesso istante era sprofondato in un coma dal quale si stava risvegliando solo adesso. Stranamente, non era chiaro se fosse stata la prima caduta a provocare la seconda o viceversa.
L’emergere del coma lo riportò a ciò di cui ognuno ha fatto esperienza ma che nessuno riesce a ricordare, e tanto meno a rivivere: la propria nascita, l’ opprimente tragitto per trasferirsi da un appartamento comodo e climatizzato ( pensione completa all inclusive) a un varco molliccio e angusto dentro un’ angosciosa valle di lacrime ( il pasto caldo quotidiano garantito solo dalla mamma – di mamma ce n’è una sola -, oppure dalla chiesa, o dalla moschea, vicino casa). Ecco il sofà ideale per il tuo sonnellino, dove puoi appisolarti e rilassarti al pensiero che sarebbe stato meglio non essere mai nati. Ma che possiamo farci se una fortuna del genere è riservata solo a pochi? Per lo più cadiamo dentro la vita, ci piombiamo dentro senza poterci fare nulla. E dopotutto non è scritto da nessuna parte che la vita sia giusta…

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