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“Due chiacchiere con lo scrittore” con Nicola Lecca autore del romanzo “Il treno di cristallo” edito da Mondadori

L’ autore

Nicola Lecca (Cagliari, 1976) è uno scrittore nomade che ha abitato a lungo a Vienna, Barcellona, Venezia, Londra, Innsbruck, Reykjavík e Visby. La sua raccolta di racconti Concerti senza orchestra (Marsilio, 1999) è stata finalista al Premio Strega. All’età di ventisette anni ha ricevuto il Premio Hemingway per la letteratura. Con Mondadori ha pubblicato Hotel Borg (2006), Il corpo odiato (2009), La piramide del caffè (2013) e I colori dopo il bianco (2017). Le sue opere sono presenti in quindici Paesi europei e in Brasile

Ciao Nicola , benvenuto a “Due chiacchiere con lo scrittore”

Purtroppo stiamo vivendo una situazione surreale, da scrittore cosa ne pensi? Come stai affrontando questi giorni di isolamento forzato?

Mi affido all’innato spirito di adattamento: risorsa preziosa e presente in ciascuno di noi, più o meno nascostamente.

Quando nasce Nicola scrittore? E come nascono le tue storie?

È il caso di dire: “Scrittori si nasce”. Non ho dovuto faticare per il mio talento. È un dono di Dio. Ma la cura con cui scrivo è frutto di molta disciplina. Non a caso ho impiegato 6 anni a scrivere “Il treno di cristallo”

        Scrivi a mano o al computer?

A mano, nei caffè, attorniato da persone sconosciute e dal vociare.

       Qual è il romanzo che hai letto e ti ha colpito emotivamente in questo ultimo anno?

Il Pasticciaccio di Gadda.

       Raccontaci qualcosa de “Il treno di cristallo”, come è nata l’idea?

Dalla convinzione che vivere è incontrarsi col mondo e che è possibile riscoprire se stessi attraverso la diversità degli altri.

        Quale è stato il personaggio che ha chiesto più sforzo e quale ti è venuto più facile costruire?

Sforzo? Come ha scritto Comisso in una nota a un libro di poesie riferendosi a un episodio avvenuto in Cina negli anni Cinquanta: ” I facchini fanno fatica, l’artista mai…”

       Senza troppo svelare il contenuto del tuo libro, quale motivo dovrebbe spingere un lettore ad acquistare il tuo romanzo?

Non vorrei che nessuno si sentisse “spinto ad acquistare” ma, casomai, desideroso di leggere “Il treno di cristallo”

La ragione principale? 

Non mi sono mai accontentato di una parola che andasse bene, ma sono sempre andato alla ricerca di quella giusta.

       

Il punto di forza del tuo romanzo ?

Aiuta a trasformare in forza le nostre debolezze.

        Cosa rappresenta per te “Il treno di cristallo”

Un atto d’amore verso i lettori.

       Cosa credi cerchino i lettori in un romanzo, e cosa vuole offrire il tuo?

Non ho nient’altro da offrire, se non la qualità di ciò che hi scritto.

     

  Io leggo perché…

Mi fa stare bene

     

Io scrivo perché…

Mi fa stare bene 

      

Una citazione del tuo libro.

La voce può pure riuscire a mentire. Gli occhi non ci riescono quasi mai.

Grazie Nicola per aver accettato di rispondere alle mie domande

Il libro dell’autore

Sinossi

A Broadstairs, incantevole villaggio della costa inglese, Aaron lavora come apprendista nella storica gelateria Morelli e vive in simbiosi con Anja: una madre depressa e protettiva che gli tiene nascosta l’identità del padre e nulla racconta di Zagabria, la città dalla quale sono fuggiti quando lui era piccolo. Fortuna che Gennarino, il suo migliore amico, è un vulcano di allegria e colora di ottimismo il grigiore trasmesso dalla malinconia di Anja. Dal canto suo, Aaron ha imparato a essere felice con poco. Gli bastano il sapore del gelato al mandarino, le passeggiate solitarie lungo le scogliere a strapiombo sul mare e le conversazioni con Crystal, la ragazza che ama. Si sono conosciuti online e la loro relazione va avanti da più di un anno: ma è soltanto virtuale. Ogni volta che lui cerca di organizzare un incontro, lei trova mille scuse per rimandare. Eppure Aaron preferisce la sua presenza incompleta al dolore della solitudine. Finché un evento inatteso sconvolge tutto. Dalla Croazia arriva la lettera di un notaio che annuncia ad Aaron la morte di quel padre che gli è sempre stato tenuto nascosto, e lo invita a raggiungere Zagabria per l’apertura del testamento. In treno, grazie a un biglietto di Interrail. Sprovveduto e impreparato alla vita, Aaron affronterà con coraggio la sua piccola Odissea alla ricerca della verità. Dall’Inghilterra a Zagabria passando per Amburgo, Praga, Lubiana, Bratislava e Szentgotthárd si incontrerà finalmente col mondo: che lo metterà alla prova, fra rischi e tentazioni, offrendo in cambio incontri inattesi e immensa bellezza. L’ingenuità del protagonista, ricco soltanto dei suoi desideri, dà vita a pagine che ci offrono la disarmante purezza di uno sguardo nudo: capace di illuminare la complessità del mondo, evidenziando i paradossi delle relazioni online e le ipocrisie delle tante trappole tese per trarre profitto dalle nostre solitudini.

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