“Il Dottor Dolittle” di Hugh Lofting edito da Feltrinelli Kids. Estratto.

Sinossi

Dolittle non è un dottore come tutti gli altri. Non va molto d’accordo con i suoi simili e trova più interessante la compagnia degli animali. Gli abitanti di Puddleby, d’altra parte, evitano la sua casa per non rischiare di trovarsi un riccio sul divano o un coccodrillo sotto al tavolo. Grazie agli insegnamenti del suo fedele pappagallo Polinesia, il dottore impara a comunicare con gli animali, a curarli e a risolvere i loro problemi. La fama del dottore gentile che sa parlare con gli animali cresce rapidamente, tanto che un giorno a Puddleby arriva una misteriosa richiesta di aiuto dall’Africa: sembra che una colonia di scimmie sia affetta da un’epidemia e l’intera popolazione dei primati rischi di venire sterminata. Così, con una nave in prestito e un equipaggio davvero speciale, l’uomo si imbarca per un lungo e avventuroso viaggio nel continente africano per andare a scoprire cosa sta succedendo… Età di lettura: da 10 anni.

Estratto

A tutti i bambini,
bambini per età
e bambini nel cuore,
dedico questa storia

Puddleby sul Marsh

C’ era una volta, tanti anni fa, quando i nostri nonni erano bambini, un dottore che si chiamava Dolittle, John Dolittle, Medico hirurgo, e questo significa che era un dottore vero e proprio e sapeva un sacco di cose.
Viveva in una cittadina chiamata Puddleby sul Marsh. Tutti, vecchi e bambini, lo conoscevano molto bene di vista. E ogni volta che passava lungo la strada con il suo cappello a cilindro tutti dicevano: Ecco il Dottore! E’ un uomo in gamba. – E cani e bambini accorrevano e lo seguivano; perfino i corvi che vivevano nel campanile della chiesa gracchiavano e annuivano con la testa.
La casa in cui viveva, alla periferia della cittadina, era piuttosto piccola ma il suo giardino era molto grande, con un ampio prato e sedili di pietra sotto i salici piangenti. Sua sorella, Sarah Dolittle, si occupava della casa; ma del giardino si prendeva cura il Dottore in persona.
Amava molto gli animali e teneva diversi. Oltre al pesce rosso nello stagno in fondo al giardino, ospitava conigli nella dispensa , topolini bianchi nel pianoforte, uno scoiattolo nell’armadio della biancheria e un riccio in cantina. Aveva anche una mucca con un vitellino, un vecchio cavallo zoppo ( arrivato alla bella età di venticinque anni), e polli, piccioni, due agnellini e molti altri animali. Ma i suoi preferiti erano Dab-Dab l’anatra, Jip il cane, Gub-Gub il maialino, Polinesia il pappagallo e il gufo Tu-Tu.
Sua sorella brontolava e diceva che questi animali facevano un gran disordine in casa. Un giorno un’anziana signora con i reumatismi, venuta dal dottore per farsi visitare, si era seduta sul riccio che dormiva sul divano; da quella volta non era più tornata ma aveva preferito andare ogni sabato fino a Oxenthorpe, a dieci chilometri di distanza, per farsi visitare da un altro Dottore.
allora sua sorella sarah Dolittle gli aveva detto: – John, come puoi pensare che i malati vengano da te se tieni tutti questi animali in casa?
Proprio un bravo dottore… con lo studio pieno di ricci e di topi! Questo è il quarto paziente che se ne va per colpa degli animali. Il signor Jenkins e il parroco dicono che, se anche dovessero ammalarsi gravemente, non verranno mai più in casa tua. Ogni giorno che passa diventiamo più poveri. Se continui così nessuna delle persone importanti ti vorrà come dottore.
– Ma io amo gli animali più delle “persone importanti”, – dichiarò il Dottore.
– Sei ridicolo, – gli rispose sua sorella lasciandolo solo.
Così con il passare del tempo, il Dottore prese con sè sempre più animali; e le persone che venivano da lui divennero sempre meno. Finchè non gli rimase neanche più un paziente, eccetto l’ Uomo della Carne per Gatti a cui non dava fastidio nessun animale. Ma l’ Uomo della Carne dei Gatti non era molto ricco e si ammalava solo una volta all’anno, a Natale, quando dava al Dottore sei penny per una medicina.
Sei penny all’ anno non bastavano a campare, perfino a quei tempi; e se il Dottore non avesse avuto dei risparmi nel salvadanaio, chissà cosa sarebbe successo.
Intanto il Dottore continuava a prendere con sè altri animali; e ovviamente costava un sacco dare loro da mangiare. E il denaro che aveva messo da parte continuava a diminuire.
Poi vendette il suo pianoforte, e i topi si trasferirono in un cassetto della scrivania. Ma anche quei soldi presto cominciarono a scarseggiare, quindi vendette il completo marrone della domenica.
Ormai, quando camminava per la strada con il suo cappello a cilindro, le persone dicevano: – Ecco il Dottore John Dolittle! Una volta era il dottore più famoso della zona; guardatelo adesso, non ha più soldi e porta le calze bucate!
Ma cani e gatti e bambini accorrevano ancora quando passava e lo seguivano per tutta la città, esattamente come facevano quando era ricco.

La lingua degli animali

Un giorno il dottore era seduto in cucina a parlare con l’Uomo della carne dei Gatti, che era andato da lui perchè aveva mal di stomaco.
– Perchè non smette di fare il Dottore delle persone, e diventa invece dottore degli animali? – suggerì l’uomo.
Polinesia era appollaiata sul davanzale della finestra a guardare la pioggia, canticchiava tra sè una canzone da marinai. Si interruppe e cominciò ad ascoltare.
– Vede, Dottore, – continuò l’ uomo della Carne dei Gatti, – lei sa tutto sugli animali, molto più dei veterinai di qui. Quel libro che ha scritto… quello sui gatti, bè è fantastico! Io non so nè leggere nè scrivere, altrimenti scriverei dei libri anch’io, ma mia moglie Theodosia, che è una studiosa, mi ha letto il suo libro. Ebbene è fantastico. Sembra scritto da un gatto! Lei conosce perfettamente il loro modo di pensare. E, mi ascolti bene: può fare un mucchio di soldi curando gli animali. Sa una cosa? Io potrei mandarle tutte le vecchie signore che hanno cani o gatti ammalati.
E se non si dovessero ammalare abbastanza spesso, poteri mettere qualcosa nella carne che vendo per farli ammalare, che ne dice?
– Oh, no, – disapprovò il Dottore. – Questo non lo deve fare. Sarebbe una cosa ingiusta.
– Oh, ma non intendevo proprio farli ammalare… – rispose l’ Uomo della Carne per Gatti.
Gli darei qualcosina per intontirli un pò, ecco cosa volevo dire. Ma , come dice lei, forse non è giusto nei confronti degli animali. Si ammaleranno comunque, perchè le vecchie signore danno loro sempre troppo da mangiare. Pensi a tutti i contadini qui in giro che hanno cavalli zoppi e agnellini gracili; verrebbero tutti. Mi dia retta: diventi dottore degli animali…

Alcune illustrazioni del libro:

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Jenny Citino è la curatrice del blog letterario "Librichepassione.it" Amante della lettura sin da bambina, alterna questa sua passione con la musica classica, il giardinaggio e la pratica dello Yoga.

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