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“Due chiacchiere con lo scrittore” con Antonio Maldera autore del romanzo “L’ultimo giro del cielo”.

Antonio Maldera è nato a Milano, dove tuttora risiede, nel 1971. È laureato in lettere moderne e lavora da anni nel settore dell’editoria. Scrittore per passione, ha pubblicato le raccolte di poesie Lontananze sfuggenti (Montedit, 2000) e Luce del Firmamento. Pensieri d’amore (Kion Editrice, 2013), le raccolte di racconti Per la gloria di domani (Montedit, 2008) e L’eccezione. Anime allo specchio (Eidon Edizioni, 2010), i romanzi Qualcuno che ti aspetta (Youcanprint, 2016) e L’ultimo giro del cielo (Youcanprint, 2019). Un suo racconto ha conseguito il secondo posto nella XII edizione del concorso letterario “Le Nuvole-Peter Russell”.

Ciao Antonio, benvenuto a “Due chiacchiere con lo scrittore”

Ciao Jenny, grazie per questo spazio e un saluto a tutte le lettrici e i lettori del tuo sito, molto curato e fatto veramente con passione, come suggerisce il nome!

  • Da dove nasce la tua passione per la scrittura?

Nasce da lontano: forse l’ho sempre avuta, ma è giunta a maturazione nel tempo, alimentata dalla vita, dalle speranze e soprattutto dalle difficoltà. Scrittura e vita sono indissolubili.

  • Hai un luogo o una stanza dove preferisci scrivere?

La mia stanza, la “cameretta” che il grande poeta Francesco Petrarca ricorda come un “porto” in un suo celebre sonetto. La scrittura ha bisogno di intimità e concentrazione. L’ispirazione, tuttavia, ti può sorprendere anche in altri contesti: purché ci sia un tavolo, un computer e… un minuto per fissare almeno uno “spunto”!

  • Esiste un libro che ha avuto una grande influenza nella tua vita? C’è uno scrittore che consideri il tuo mentore?

Riguardo al libro, direi “I Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni: forse l’unico vero grande romanzo italiano che ha la statura di un “classico” e si misura con tutte le dimensioni della vita, anche a livello religioso, e della storia. Manzoni e i grandi scrittori russi, come Tolstoj e Dostoevskij, sono autori imprescindibili per me, perché hanno quella “visione d’insieme”, quella profondità e altezza di sguardo, che si è un po’ smarrita nella nostra frammentata contemporaneità.

  • Da dove nasce l’idea del tuo romanzo “L’ultimo giro del cielo”?

I miei romanzi nascono generalmente da singole scene, che a poco a poco si susseguono e si collegano fino a formare una trama. L’idea-base intorno a cui si è sviluppato questo romanzo forse è il sopravvivere a noi stessi e alle prove della vita, mantenendo intatto quell’anelito d’amore che ci ha fatto battere il cuore da ragazzi.

  • Il personaggio a cui hai preferito dar voce?

Ogni personaggio, piccolo o grande, ha il suo ruolo. In questo romanzo, però, direi senz’altro i protagonisti, perché è stato come avvertire, scena per scena, ogni loro pensiero e sentimento, ogni battito del loro cuore.

  • Il libro che non avresti mai voluto leggere?

Non darò titoli per rispetto del lavoro degli altri. In generale non sopporto certi romanzi nichilisti, tipici del nostro tempo, che si compiacciono di violenza, oscenità, facili effetti, che esasperano il male. Con esso ogni romanzo deve misurarsi, ma lasciando sempre aperto uno spiraglio per il bene che c’è in noi. Si parla talvolta di “romanzi di formazione”; per me un bel romanzo dev’essere, in qualche modo, un “romanzo di redenzione”.

  • Dovessi descrivere il tuo libro con tre aggettivi, quali useresti?

Ne scelgo tre, particolarmente gratificanti, usati da persone che l’hanno letto: romantico, avvincente, rincuorante.

  • Il tuo sogno nel cassetto?

Che i miei sogni possano uscire sempre più dal cassetto e far sognare tante persone. Insieme si sogna meglio…

Grazie per la disponibilità.
Grazie a te, Jenny! Buone letture a tutti .

Cos’hanno in comune un diciannovenne, appena diplomato, che si gode scampoli d’estate, nel 1990 dei mondiali di calcio in Italia, e un quarantenne, chiamato da tutti Il Ragazzo, che si muove con aria trasognata nelle atmosfere di un inoltrato autunno dei primi anni Dieci del Duemila? Entrambi, con lo stesso batticuore adolescenziale, inseguono una «Lei», diventata il baricentro delle loro esistenze. Superando incertezze e tentennamenti, il lieto fine sembra a portata di mano, finché una drammatica svolta, nella sera che dovrebbe ripagare tutte le attese, inizia a svelare un incrocio di destini. Tra Milano e la Puglia delle radici, con rapidi cambi di scena e indimenticabili canzoni, si tesse una trama sottile, che coinvolge anche un Paese appena «al di là del mare», reso ancora più vicino dalle burrasche della storia. Da qui un giorno è partita avventurosamente, insieme a tanti altri, una ragazza bellissima e ingenua, già sola al mondo. Su un tempo che balza avanti e indietro, proprio come le onde, incombe una strana «profezia», che ha fatto irruzione quasi per gioco in una spensierata serata prenatalizia tra amici, riportando a galla fantasmi lontani: «L’ultimo giro del cielo»…

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