Recensione del romanzo “Cagliosa” di Giuseppe Franza edito da Ortica editrice

 Cagliosa

Autore: Giuseppe Franza

Data di pubblicazione: novembre 2019

Casa editrice: Ortica editrice

Genere: romanzo contemporaneo

Prezzo: 16,00

Pagine: 324

 

Trama:

Quando Giovanni “Vangò” Croce scende in strada non dimentica mai di indossare occhiali scuri da sole, questo perché non sopporta la luce naturale e perché ha bisogno di nascondersi, ripararsi da sguardi indiscreti. Per vivere, infatti, Vangò ruba motorini. Poi nel tempo libero gioca a calcio come attaccante nel Rione Incis Club, una squadraccia senza gloria di terza categoria del campionato provinciale napoletano.

 

Il calcio in “Cagliosa” è però un riferimento accessorio, un puro escamotage letterario, uno scenario di partenza per contestualizzare e poi inquadrare da più vicino qualcosa di critico e inquietante. Giovanni è un venticinquenne già condannato dalla vita, un senza speranza, un ragazzo cresciuto ai margini, in periferia, abituato a cavarsela attraverso l’inganno, i continui espedienti, le menzogne, i piccoli crimini, gli atteggiamenti aggressivi e le strategie di difesa preventiva. Vivere assomiglia a uno stato di guerriglia. Il quartiere in cui vive, le istituzioni, la Camorra, la società in generale, i parenti e gli amici sono per lui ulteriori elementi di minaccia, nessuno può e vuole aiutarlo, ognuno pensa a sé. anche il calcio è un sistema in cui non c’è spazio per il divertimento, la solidarietà e la sportività. Ogni partita del Rione Incis Club è scandita da episodi di violenza, stupide rivalse e gretta aggressività.

Per Vangò c’è un’unica possibilità di redenzione, ed è quella sentimentale.

 

Buttò la sigaretta e le andò di nuovo vicino per guardarla bene in faccia. Gli pareva un sogno. Cioè, un incubo. Cioè, non lo sapeva. Provò a sfiorarle una mano, ma lei se la nascose dietro la schiena. Allora tentò di farle una carezza sulla guancia e, in un secondo, gli occhi di lei si riempirono di pianto.

 

Il libro di Franza è un racconto napoletano che non cede al pessimismo né alla compiaciuta denuncia di mali sociali ormai fin troppo noti e diffusi. Nella trama convivono episodi realistici e grotteschi e il linguaggio miscela immagini sempre forti, ilari e avvampanti, in una sorta di furibonda e disordinata celebrazione dell’esistenza. Contribuisce alla vivacità del romanzo l’uso di espressioni tipiche del parlato partenopeo.

 

Vangò è un personaggio pieno di ombre e tristezze, ma tenace. Pur essendo figlio di un determinato sistema, cerca di allontanarsene per non affondare e non perdersi definitivamente. Se lo sport e il lavoro non saranno in grado di nobilitare il suo essere uomo, ci penserà allora l’amore.

E forse era veramente così: il calcio era un gioco che non offriva mai veramente il divertimento che prometteva, tale e quale alla vita, era un adeguarsi a un limite (quello del campo, quello del tempo, quello delle abilità) che tinsegnava la legge dellaccettare e di industriarti nelle concessioni possibili di quel limite. Accettare, pure non accettando, e affogare nella falsa partecipazione a un progetto comune.

 

 

Giuseppe Franza è un editor e scrittore napoletano. Da qualche anno vive a Roma.

 

 

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Jenny Citino è la curatrice del blog letterario "Librichepassione.it" Amante della lettura sin da bambina, alterna questa sua passione con la musica classica, il giardinaggio e la pratica dello Yoga.

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