Recensione del romanzo “Possessione” di Cristina Ragaglini edito da Memoranda Edizioni

 

Possessione
Autrice: Cristina Ragaglini
Genere: romanzo
Casa editrice: Memoranda Edizioni
Data di pubblicazione: febbraio 2019
pagine: 245
prezzo: 15,3o

Trama

 

“Volare, mi sento le ali tarpate per farlo, sono giovane e potrei avere davanti mille possibilità ma ho paura di non riuscire a sfruttarle, dentro di me ho la sensazione di essere destinata a intraprendere strade che non mi porteranno in alto.”

Il personaggio principale del romanzo di Cristina Ragaglini ha come protagonista Lucia, una donna che sta attraversando un periodo molto delicato della sua vita e perciò molto fragile.
Scopre involontariamente il tradimento del padre nei confronti  della madre, attraverso il ritrovamento di una lettera, incredula interpella il padre, dal quale avrà nessuna risposta.
La sua vita sentimentale si rivela un disastro: l’uomo che credeva lo amasse sparisce senza dire nulla da un giorno all’altro.

Lucia inizia a lavorare, e sotto quel punto di vista è molto soddisfatta perché finalmente riesce ad avere un’indipendenza economica.
Un giorno incontra una sua vecchia amica che la invita a una festa, ed è proprio là che incontra Max, un uomo dall’aria tranquilla, ricco, con molto savoir faire, non bello ma molto affascinante.

 Il cuore di Lucia, però, appartiene ancora ad Alberto perciò non  dà importanza alle attenzioni che riceve da Max.

Alberto sparisce, ormai non si fa sentire da molte settimane, mentre Max continua a farsi sentire assiduamente.

“Forse felicità è una parola che non è stata inserita nel vocabolario della mia vita, il destino mi ha messo di fronte a questo Max  e stasera andrò ovunque mi porti. Consapevole che non è una scelta di cuore, spero mi allontanerà dal pensare a qualcuno che mi ha abbandonata nel momento in cui ne avevo più bisogno.”

Lucia decide di farsi travolgere dagli eventi, si ritrova tra le braccia di Max senza volerlo.
Nonostante gli strani comportamenti del ragazzo lei continua a frequentarlo, perché la fa sentire importante in un periodo in cui lei si sente sola.

“ Quel possessivo sempre sulle sue labbra quando si riferisce a me, non saprei come interpretarlo, la prenderò come una lusinga.”

Lucia inizia a sentirsi troppo oppressa dal comportamento di Max, e nel periodo in cui lui fa le sue trasferte di lavoro, lei ha modo di pensare alla loro relazione e a costatare che non soffre per la sua assenza, anzi per lei stargli lontano è una sensazione liberatoria, per questo motivo decide di lasciarlo.

Max sembra prendere bene la notizia e le propone di rimanere amici.
Intanto per Lucia i problemi continuano, inizia ad avere seccature sul posto di lavoro e l’unico a capirla e a confortarla è Max.

“Ci sono state circostanze che mi hanno fatto stare bene, non riesco a scindere l’amore dal compiacimento per le sue attenzioni. Non posso negare che mi faceva piacere avere un uomo premuroso, il suo modo gradevole e attraente di approcciarsi, e poi a letto è impareggiabile.”

Max approfitta della fragilità di Lucia e con i suoi modi zelanti ottiene un riavvicinamento, succede qualcosa, il destino gioca un brutto scherzo  a Lucia, finalmente Max riesce a rinchiuderla nella sua gabbia dorata.

Lucia si accorge di essere incinta e da lì inizia il suo calvario.

I due si sposano, lui diventa sempre più assillante, possessivo, claustrofobico, Lucia è costretta a vestirsi con abiti che non fanno intravedere alcuna forma del suo corpo, ormai “l’uomo “ non nasconde più la sua vera natura.

Lucia sperava che con l’arrivo del piccolo le cose sarebbero migliorate, e invece…

“Come un riccio che si è chiuso in se stesso, mi difendo e resto nel mio mondo con il piccolo Alberto, mentre sorride beatamente, capisco che sta meglio, ed io con lui.”

Un romanzo scorrevole, coinvolgente e molto attuale, tratta un argomento che nonostante se ne parli tanto rimane sempre irrisolto.

Gli avvenimenti contenuti in questo romanzo sono raccontati in prima persona dal personaggio di Lucia e alternati da una voce che secondo me rappresenta l’io interiore cosciente che non riesce a farsi ascoltare dalla vittima.
La scrittrice Cristina Ragaglini nel suo romanzo racconta le vicissitudini di una donna che subisce violenza psicologica da un uomo dalle apparenze perfetto, l’uomo che tutte le donne vorrebbero avere come marito: ricco, amorevole, pieno di attenzioni a volte però dietro  questi comportamenti si nasconde un amore malato.

 L’autrice attraverso la narrazione mette in risalto come questi “Uomini” facciano sentire la vittima importante ma nello stesso tempo inadeguata, e come si approfittino della loro fragilità arrivando a isolarle dalla famiglia e a far sembrare che sia la normalità.

Una storia molto bella, toccante che spero possa aiutare molte donne che si trovano in questa situazione, e che dia loro la forza di reagire e di sperare che le cose cambino.

“Ho sempre pensato che l’amore fosse un sentimento meraviglioso fra due persone che si completano l’un l’altra ed invece a me è toccato sperimentare una forma ben diversa.(…)
… ma se metto insieme tanti tasselli capisco che il quadro era definito fin da subito, purtroppo fattori esterni e poca fiducia in me stessa, mi hanno resa vulnerabile e spinta a diventare una vittima.”

 

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Jenny Citino è la curatrice del blog letterario "Librichepassione.it" Amante della lettura sin da bambina, alterna questa sua passione con la musica classica, il giardinaggio e la pratica dello Yoga.

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