Recensione “Confessioni di una squartatrice” di Hakan Nesser edito da Tea edizioni.

 

Confessioni di una squartatrice
Hakan Nesser
Casa editrice: Tea
Traduttore: Carmen Giorgetti Cima
Genere: Giallo
Pagine: 361

«Con Barbarotti, Nesser ha dato vita a un nuovo personaggio di culto.»
Der Spiegel

«Uno stile alla Simenon. Un Maigret scorbutico e geniale, disincantato e depresso, che si trova a dipanare un groviglio di sangue, segreti e passioni proibite.»
l’Espresso

«Il personaggio creato da Håkan Nesser è già diventato un caso.»
Corriere della Sera

L’ispettore Gunnar Barbarotti non è più lo stesso. Non è facile concentrarsi sul lavoro quando la mente è lontana, persa nel dolore di una tragedia personale dopo la quale sembra impossibile rimettersi in piedi. Forse per riguardo nei suoi confronti, il commissario Asunander gli affida un cold case, un caso all’apparenza semplice, vecchio di cinque anni: la sparizione di un uomo che si era allontanato in moto dalla sua casa di campagna per non farvi più ritorno. Il suo corpo non è mai stato ritrovato, e l’unica indiziata non ha mai confessato. Perché i sospetti si sono concentrati tutti su di lei, ovviamente: la convivente, una donna nota alle cronache come la Squartatrice, che in passato aveva ucciso e fatto a pezzi il marito violento. Un delitto per cui aveva pagato con undici anni di prigione. Due uomini scomparsi, a vent’anni di distanza, legati alla stessa donna: è possibile che dopo aver scontato la sua pena ed essersi rifatta una vita, la Squartatrice sia tornata alle «vecchie abitudini», che sia dunque un’assassina seriale? E perché il commissario Asunander vuole rivangare proprio adesso, alle soglie della pensione, un caso che sembrerebbe già risolto? Solo per sgombrare la scrivania dal lavoro inevaso, oppure perché è convinto che a Barbarotti faccia bene tenersi impegnato? O invece la vecchia volpe è mossa da altri dubbi e da altri fini…? Incoraggiato dalla collega Eva Backman, che lo sostiene da un’amorevole e rispettosa distanza, Barbarotti inizia a fare domande, quasi svogliatamente, ed entra passo dopo passo nel cuore di una vicenda in realtà assai intricata, dai troppi lati ancora oscuri.

«Si chiama Håkan Nesser ed è, potremmo dire, il Camilleri della Svezia.»
Corriere della Sera

«Lo stile di Nesser è lineare ed esplicito, privo di fronzoli, i suoi personaggi risultano credibili perché veri e pieni di acciacchi decisamente umani.»
l’Unità

«Non è tanto la perizia con cui Nesser costruisce la trama gialla ad affascinare, quanto la sua capacità di descrivere la caparbietà e le umanissime esitazioni del commissario. E le atmosfere stemperate di grigio di una Svezia che viene voglia di andare a conoscere.»
Il Sole 24 Ore

“Il dolore richiede sempre tempo. E’ un fiume lento, ma è possibile navigarci sopra nella giusta direzione, e prima o poi si arriva al mare. La corrente è debole, non bisogna avere fretta. Non ci sono remi,né un alito di vento.”

L’ispettore Gunnar Barbarotti qualche giorno dopo essere stato colpito da un grave lutto, è richiamato con urgenza in centrale per riaprire un caso: un delitto avvenuto cinque anni prima.
In preda al dolore accetta ugualmente l’incarico con la speranza che funzioni come antidoto alla sua sofferenza, forse concentrandosi in altre questioni non avrebbe pensato a sua moglie Marianne.

“L’unica cosa certa che sappiamo della vita è che un giorno o l’altro finisce. Non siamo fatti per l’eternità, non qui sulla terra. Sfrutta bene le ore e i giorni. Arriverà il momento,queste sono le condizioni”.

Inizia così a studiare il caso “della squartatrice di Lilla Burma” e dalle testimonianze lette si accorge che manca qualcosa, perciò decide di interrogare tutti i testimoni coinvolti nella vicenda e naturalmente anche Ellen Bjarnebo.
Barbarotti, nonostante l’indagine, non riesce a non pensare alla moglie, spera in qualche modo che lei possa mettersi in contatto con lui, la cerca nei suoi sogni, in auto e cerca rifugio nella Fede. Lui non poteva abbandonarsi al dolore, perché i suoi figli e quelli di Marianne contavano su di lui.

Intanto le indagini proseguivano, Barbarotti dopo aver ascoltato alcuni dei testimoni, mancava solo la protagonista. Non fu facile incontrare Ellen Bjarnebo, ma alla fine il giorno dell’incontro arrivò.

 

“Che cos’ha di speciale quella donna? E’ l’unica assassina squartatrice che abbia mai incontrato. Non sa esattamente come se l’era aspettata, ma di certo non così.
Cosa serve per fare a pezzi un essere umano? Tenere sotto controllo il panico per qualche ora, oltre a una buona manualità?”

 

Barbarotti, dopo la conversazione con la squartatrice, inizia ad avere le idee più chiare, mancavano pochi tasselli per completare il puzzle…
Cosa si nascondeva dietro la morte di Harry Helgesson? E il loro figlio Billy cosa sapeva realmente?

Ellen Bjarnebo era coinvolta anche nella sparizione di Arnold Morinder?

Finalmente Barbarotti aveva il quadro completo, ma perché Asunander aveva chiesto che fosse riaperto un “cold case”, cosa si celava in seguito a quella richiesta?

<<C’era qualcosa>>… <<C’era qualcosa in quella donna…quando ho parlato con lei alla  pensione. Qualcosa che… sì, che era come in equilibrio, ecco.>>

 

 

Una lettura scorrevole, coinvolgente, ti tiene in sospeso fino all’ultima pagina, quando pensi di aver capito come sono andati realmente i fatti ecco che lo scrittore ti confonde con altri indizi.

Un romanzo che non racconta solo di delitti irrisolti, ma affronta molti temi importanti: la morte di una persona cara, il maltrattamento, l’alcolismo, fa riflettere su cosa si è capaci a fare per proteggere le persone cui si vuole bene.

Un libro che fa riflettere sul mistero della vita, sull’importanza di vivere ogni istante senza dare mai nulla per scontato.

I personaggi di questa storia sono tutti molto interessanti non saprei indicare il mio preferito.

Consiglio questo libro a chi ama il genere giallo e quell’alone di mistero che lo accompagna fino alla fine.

 

 

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Jenny Citino è la curatrice del blog letterario "Librichepassione.it" Amante della lettura sin da bambina, alterna questa sua passione con la musica classica, il giardinaggio e la pratica dello Yoga.

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