Recensione “Senza responsabilità personale” di Lena Andersson

Senza responsabilità alcuna
Autrice: Lena Andersson
Traduttore: Carmen Giorgetti  Cima
Casa editrice: e/o Edizioni
genere: Narrativa Svedese
Pagine: 295

Trama

La protagonista è sempre Ester Nilsson che, cinque anni dopo l’infelice conclusione della storia con l’artista marpione Hugo Rask, raccontata in “Sottomissione volontaria”, si butta in una nuova avventura. Stavolta con l’attore Olof Sten, personaggio meno carismatico di Rask, ma anche più disponibile e apparentemente più “onesto”. Olof infatti non fa mistero di essere sposato (anzi, parla sempre della consorte in termini molto elogiativi) ma cede comunque all’attrazione esercitata da Ester, che diventa a tutti gli effetti la sua amante. Il guaio è che Ester anche stavolta non accetta questo ruolo e cerca di convincere Olof (e in primo luogo se stessa) che sono fatti l’uno per l’altra e che quindi lui dovrebbe lasciare la moglie per lei. Cosa che puntualmente non succede, nonostante i tentativi sempre più serrati di Ester, come sempre maestra di logica e di dialettica. La storia si protrae stavolta per ben tre anni e mezzo, fra alti e bassi, addii e ricongiungimenti, fino al colpo di scena finale.

 

“Mentre camminava pensò che il suo problema fosse che ogni volta dava in pegno il senso della sua vita per l’uomo che aveva scelto. Esisteva soltanto lui, tutto il resto era nel buio. Non si trattava mai di un fascio di luce discreto, soffuso e titubante, no, lei indirizzava il suo fortissimo, sottile raggio di luce con precisione mostruosa, bucando poi l’oggetto con tutta la forza perforante della sua brama.
Adesso la luce andava spenta. Olof voleva qualcosa di diverso da lei.”

Il romanzo “Senza nessuna responsabilità personale” ci racconta la tormentata storia d’amore tra Ester Nilsson, giovane trentasettenne, talentuosa nell’ambito della scrittura e Olof, un attore  teatrale, sposato.
I due iniziano a frequentarsi. Sin dall’inizio, Olof cerca di far capire a Ester che tra loro non ci potrà mai essere nessuna relazione sentimentale, poiché lui cercava solo un rapporto di amicizia.
La ragazza invaghitasi dell’uomo continua a cercarlo e a pretendere sempre di più: lo invita spesso a cena, s’incontrano dopo i rispettivi lavori e nel giro di poco tempo il loro rapporto di amicizia si trasforma in altro.
Olof, nonostante gli avvenimenti accaduti, rimane sempre dell’idea che tra loro non ci potrà mai essere una relazione, intanto la donna inizia a illudersi, pensando che due amici non sarebbero mai andati a letto insieme, ma, man mano che il tempo passava, Ester desiderava che prendesse una decisione, una relazione a tre non poteva andare bene a nessuno di loro.

“Era convinta di aver udito la verità: lui voleva ma non poteva. Ester trovava difficile immaginarsi una psiche in cui niente fosse vero o falso, ma in cui tutto era solo una strategia primaria contro la propria solitudine.” (…)

“Mentre stava lì a riflettere si rendeva sempre di più conto che ciò che era accaduto quella sera non era che Olof e lei erano diventati più intimi, ma che lui l’aveva informata a chiare lettere di non avere la minima intenzione di divorziare.”

Questa relazione per Ester era diventata un’ossessione, un continuo tira e molla, quando lei prendeva la decisione di allontanarsi ecco che lui si riavvicinava e per Ester ricominciava l’illusione che lui alla fine l’avrebbe preferito alla moglie.
Nonostante le sue amiche cercassero di farle notare la realtà delle cose, lei continuava e credere alle sue false speranze…

“Ritornando volta dopo volta da lui nonostante lui avesse dichiarato di non volere ciò che lei invece voleva, Ester accettava il suo ruolo di amante.
Era un pensiero che faceva boccheggiare Ester, che le faceva mancare l’aria, ma no si poteva trascurarlo. Con altrettanta correttezza di lei,lui poteva affermare: tu parli in un modo ma agisci in un altro, e le azioni sono più importanti delle parole.”

Questo romanzo per me è stato una grande scoperta, all’inizio ero un po’ scettica, la trama non mi convinceva, così come la copertina, ma volevo partecipare a un gruppo di lettura, ed essendo la prima volta, la curiosità ha prevalso sulle mie sensazioni e, dopo aver letto il romanzo, devo ammettere –menomale – che ho perseverato.

Un romanzo dalla storia claustrofobica ma al contempo molto intrigante, il rapporto tra Ester e Olof ti risucchia, non si riesce a interrompere la lettura, nonostante il racconto ti porti a odiare lui, immensamente, con tutte le tue forze. Olof ha degli atteggiamenti nei confronti di Ester davvero agghiaccianti e si vorrebbe entrare nel romanzo, prendere a schiaffoni Ester per dirle di aprire gli occhi e che non è giusto che si faccia trattare così da un uomo, ma questo non è possibile farlo, quindi il lettore è come se dovesse osservare inerme il proseguire degli avvenimenti.

Un libro che racconta di un rapporto a senso unico, lei vuole quello che lui non potrà mai darle, per lei diventa un’ossessione, una dipendenza.
Una storia ben scritta, molto impegnativa ma che ci porta a riflettere sulle relazioni complicate, purtroppo una situazione molto attuale nella nostra società. Vedrete che dopo aver letto il libro, vi sembrerà di aver conosciuto qualcuno che ha vissuto questa esperienza, non così morbosa (spero) ma con qualche trascorso simile.

Lena Andersson mi ha veramente conquistata con la sua scrittura dettagliata, mi ha fatto percepire lo stato d’animo di Ester, con le sue  attente  descrizioni mi è parso di catapultarmi nei paesaggi scandinavi e nella loro cucina è proprio vero che quello italiano è il migliore 😉

“L’amore a senso unico è come una sanguisuga sul collo di chi ne è oggetto.”

La nostra cara Ester prenderà posizione nei confronti di Olof?
Riuscirà a prendere una decisione plausibile?

è nata a Stoccolma nel 1970. Scrittrice, conduttrice di programmi radiofonici e giornalista, collabora con le principali testate svedesi (critico letterario per “Svenska Dagbladet” e columnist per “Dagens Nyheter”) e con la rivista Fokus. Nel 2013 le è stato assegnato il prestigioso Premio August nella categoria narrativa per il suo romanzo Egenmäktigt förfarande. Sottomissione volontaria (romanzo del 2013) è la sua prima opera tradotta in Italia e pubblicata da e/o nel 2016

 

 

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Jenny Citino è la curatrice del blog letterario "Librichepassione.it" Amante della lettura sin da bambina, alterna questa sua passione con la musica classica, il giardinaggio e la pratica dello Yoga.

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