Recensione del romanzo “ L’amore è cieco” di William Boyd edito da Neri Pozza

L’amore è cieco
Autore: William Boyd
Traduttore: Laura Prandino
Casa editrice: Neri Pozza
Data di pubblicazione: 29 Giugno 2019
Pagine: 443
Prezzo: 18,00

Edimburgo, 1894. Brodie Moncur ha ventiquattro anni e da sei lavora per la Channon & Co., il quarto maggior produttore di pianoforti in Gran Bretagna. Valente accordatore, viene invitato un giorno da Ainsley Channon a trasferirsi nella sede di Parigi, dove i pianoforti Channon stentano a conquistare le simpatie francesi.
Nell’imponente negozio parigino, due grandi vetrine che si affacciano in avenue de l’Alma, Brodie abbraccia con entusiasmo la sua nuova vita, lontana dalla Scozia, soprattutto, lontana dal suo tirannico padre. Si rimbocca le maniche e concepisce un’idea brillante: ingaggiare un grande pianista, un virtuoso dello strumento, che suoni un Channon nei suoi concerti e dia, così, lustro all’azienda.
L’occasione per realizzarla gliela offre il Theatre de la Republique, in una serata in cui John Kilbarron, ex bambino prodigio e musicista di indiscusso talento chiamato Le Liszt irlandais, esegue la Sinfonia n. 3 di ?ajkovskij e un poema sinfonico di Panin per la voce solista di Lydia Blum, soprano russa.
Capelli scuri pettinati all’indietro, profonde rughe che gli solcano le guance, Kilbarron sembra un individuo freddo, con un atteggiamento arrogante studiato apposta per le scene. La sua esecuzione, tuttavia, è a dir poco impeccabile: un uragano; probabilmente ciò che gli spettatori dovevano aver provato ai concerti di Liszt.
Alla fine della serata, Brodie si reca nei camerini degli artisti e, bussando a una porta, si ritrova al cospetto di una giovane donna. Capelli biondi mossi e arruffati, occhi azzurri e labbra rosee, una vestaglia sgargiante addosso a coprire un’evidente nudità, una sigaretta tra le labbra con qualche briciola di tabacco raccolta alla punta della lingua, Lydia Blum, la soprano russa, fissa i suoi occhi nei suoi, e una grossa bolla d’aria si fa largo, come un pugno, nel petto di Brodie Moncur, giovane accordatore scozzese.
Storia di un amore folle e cieco, intimo ritratto della vita di un uomo e, al contempo, lucido sguardo sullo spirito del tempo, “L’amore è cieco” è il nuovo, magistrale romanzo di uno dei più amati scrittori inglesi. Un romanzo di vertiginosa passione e brutale vendetta, in cui arte e vita si danno la mano dinanzi alle speranze e alle illusioni, alla potenza e alle crudeltà che l’amore puntualmente riserva.

 

“Pensa al tuo amore per me. E’ cieco. Tu non mi vedi quale veramente sono. Tutte le infinite sfumature. Le luci e le ombre. Tu vedi solo le luci. Vedi solo quello che vuoi vedere. (…)
Quello è solo amore… non cecità.”

 

“L’amore è cieco” è un romanzo ambientato nel Novecento, attraverso le pagine di questo libro, seguendo le vicissitudini di Brodie partiremo dalla Scozia per andare in Francia, in Russia e in Italia sino ad arrivare in Oriente.

Il personaggio principale di questo romanzo è Brodie Moncur, un talentuoso accordatore di pianoforti.
Brodie inizia a lavorare per la ditta Channon & Co., il proprietario rendendosi conto del  suo potenziale, decide di trasferirlo presso la loro sede in Francia.
Prima di partire Brodie sosterà a Liethen Manor per salutare la sua famiglia. Come aveva ipotizzato, il soggiorno nella sua casa natia non si dimostrerà una buona idea: l’atteggiamento di suo padre nei suoi riguardi non era per nulla mutato, l’unico con il quale aveva un buon rapporto era suo fratello Callum.

“Il sole tiepido di giugno riscaldava la schiena ogni volta che sbucava tra le nuvole in corsa, e Brodie
rammentò quello che si era imposto di fare: ricorda, ricorda questo momento quasi perfetto; lui e Callum alla fine di una giornata di pesca che se ne tornavano a casa insieme fra i pascoli pettinati dal vento della Scozia meridionale. Mettilo da parte, si disse, sarà un balsamo quando la tua anima avrà bisogno di consolazione.”

Dopo pochi giorni trascorsi con la sua famiglia, Brodie approda a Parigi ed è proprio là che iniziano le sue avventure.
Grazie a una sua idea, quella di ingaggiare un bravo pianista per dare visibilità alla Channon & Co., incontra il pianista John Kilbarron, definito da tutti il Listz irlandese che, rendendosi conto della bravura del ragazzo nell’accordare i pianoforti, lo volle nella sua compagnia composta: dal fratello Malachi Kilbarron e Lidya Blum “Lika”.
Il pianista avrebbe acconsentito alla richiesta del contratto proposto dalla Channon & Co. solo se Brodie lo avesse seguito nelle sue tournè in giro per il mondo.
Iniziò così la stretta collaborazione con tutti i componenti della compagnia.
Una sera, mentre Brodie era alla ricerca Di John ,il ragazzo incappò in  Lika Blum, non avrebbe mai immaginato che quella donna  che gli avrebbe stravolto la vita.

 

“A Brodie sembrava che dentro gli si sciogliesse tutto, come se potesse ridursi a una pozza di magma sfrigolante sul pavimento.
Cos’aveva quella donna? Com’era possibile che una spilungona russa,una mediocre cantante d’opera gli facesse quell’effetto?”

Dopo un po’ di tempo tra i due nacque un legame, un sentimento che andava oltre ogni razionalità, Lika apparteneva a John Kilbarron, quindi non poteva essere sua, ma era come se l’amore lo rendesse cieco e non gli facesse vedere i pericoli nascosti dietro quell’infatuazione.
I due continuarono i loro incontri furtivi, da Parigi si trasferirono in Russia, dove John era stato ingaggiato per alcuni concerti.
Brodie, mentre era in Francia, aveva contratto la tubercolosi, quindi le sue condizioni di salute non erano delle migliori, lui però non si scoraggiava, sognava un futuro libero con la sua Lika, sperava che un giorno si sarebbero potuti amare alla luce del sole senza doversi nascondere da nessuno.
Ma gli eventi, purtroppo, non andarono come avrebbe voluto, i due amanti furono scoperti e da quel momento braccati. I due riuscirono a fuggire, ma la fuga non si dimostrò un’idea geniale.

“L’amore era davvero una sorta di pazzia,si rese conto,sfidava ogni logica – una nuda fiamma di irrazionalità – e l’intensità della sensazione provata era l’unica giustificazione necessaria. Nonostante i lunghi mesi senza vederla, sapeva con assoluta certezza non solo di essere innamorato di Lika Blum, ma che quell’amore era l’unico fatto essenziale della sua vita.”

A un certo punto dovettero arrendersi alle avversità, non potevano più vivere il loro amore clandestinamente e da fuggiaschi, Lika decise di affrontare il loro aguzzino e prese una decisione…

Brodie per molto tempo si era chiesto cosa si celasse dietro il trio” Lika e i fratelli Kilbarron”, da dove proveniva la morbosità di Malachi nei confronti della ragazza?

E Lika, donna molto ambigua anche lei provava un sentimento forte, intenso, puro e sincero come quello che sentiva Brodie nei suoi confronti o lo aveva solamente usato per arrivare ai suoi scopi?

E poi c’era quella canzone che gli cantava sempre la sua mamma quando era piccolo: “My Bonnie Boy”.

“Quella canzone era stata il catalizzatore di tutta la felicità della sua vita, pensò. E anche dell’infelicità, riflettendoci meglio. Forse quella prima esecuzione della melodia poteva persino spiegare la sua attuale presenza a Trieste ad anni di distanza – un uomo in fuga dal suo passato,la catena casuale degli eventi risaliva indietro ininterrotta fino a quel momento.”

Che cosa accomunava quella canzone popolare con i fratelli Kilbarron, Lika e Brodie?

Il romanzo “L’amore è cieco” si è rivelata una lettura appassionante, emozionante, una storia avvincente. L’autore William Boyd descrive, nel suo libro, la storia di un amore intenso, travolgente, irrazionale che lotta contro ogni avversità, un amore unico, vero. Ci descrive la storia di un amore con la A maiuscola. Durante la lettura di questo romanzo ho sognato ad occhi aperti, mi sono chiesta se nella vita reale esista un amore così forte, che ti travolge e ti fa credere nell’unicità di quei sentimenti, che non ne possano esistere altri…
Esiste un uomo come Brodie nella vita reale?

A chi consiglio questa lettura?  A chi crede nell’amore, a chi ha lottato per difenderlo e a chi, alla fine, nonostante tutte le avversità, è accanto alla persona amata.

“Dopo la morte si finisce in un posto chiamato l’Isola dei Morti. Lì l’esistenza era una replica di quella condotta in vita, solo più felice, e non c’era la vecchiaia. Chia aveva amato molte donne ritrovava solo quella che aveva amato di più, il vero amore. Questo valeva per uomini e donne. Non ci sarebbero stati incontri spiacevoli e inopportuni fra rivali.”

a soli 9,99 

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Jenny Citino è la curatrice del blog letterario "Librichepassione.it" Amante della lettura sin da bambina, alterna questa sua passione con la musica classica, il giardinaggio e la pratica dello Yoga.

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