“Due chiacchiere con lo scrittore” con Cinzia Leone, autrice del romanzo “Ti rubo la vita” edito Mondadori

Ciao Cinzia, benvenuta a “Due chiacchiere con lo scrittore”

Jenny: Quando  e come è nata la tua carriera da scrittrice?

Cinzia: Ho sempre scritto e disegnato e ho lavorato tutta la vita nei giornali, come giornalista, art director, illustratrice e graphic novelist. La mia prima storia a fumetti è apparsa su Altre Linus quando avevo poco più di vent’anni e ne ho pubblicate poi tutta la vita su il Corriere della Sera, Lettura, Corto Maltese, Comix, Comic Art, Il Male, Smemoranda, Io Donna, Amica, Finmeccanica Magazine, Ferrovie dello Stato, AdnKronos, Gambero Rosso, Bio’s, L’Osservatore Romano. Alcune sono state pubblicate in volume e continuo a scriverle e disegnarle. Con il graphic novel sono riuscita a unire scrittura e disegno in un unico linguaggio, ma ha un certo punto non mi è bastato più.  Nel 2009 ho pubblicato il mio primo romanzo, Liberabile con Bompiani. Cinque anni dopo, nel 2013, è uscito il secondo, Cellophane, sempre con Bompiani. E quest’anno “Ti rubo la vita” con Mondadori. In fondo, seppure con diversi linguaggi, tutta la vita ho fatto sempre e solo un mestiere: raccontare storie.

Jenny: Come vive ogni volta “l’inizio e la fine”  di un libro che scrive?

Cinzia: L’inizio è sempre molto emozionante: prima scintilla, poi fiamma e infine incendio da tenere sotto controllo con lo stile e la trama. La fine non c’è. Tutti i personaggi che ho inventato rimangono con me per sempre.

Jenny: Hai un luogo o una stanza dove preferisci scrivere?

Cinzia: Il mio studio. Una stanza piena di libri con due finestre, una che guarda l’alba e l’altra il tramonto. L’inizio e la fine di ogni giornata.

 Jenny: Quando inizi a scrivere una storia, sai già come finisce?

Cinzia: Costruisco scalette precise ma sono pronta a cambiarle. Definisco i personaggi, uno per uno, con le loro caratteristiche fisiche e psicologiche, allineo ricerche sui luoghi in cui si svolge l’azione e disegno gli alberi genealogici delle famiglie in campo, ma in corso di scrittura la storia mi prende la mano e i personaggi quando prendono vita decidono per me. Credo nelle regole e nella disciplina ma sono convinta che dall’errore e dal caso c’è sempre molto da imparare.

 Jenny: Da dove nasce l’idea di questo romanzo? “Ti rubo la vita?”

Cinzia: Il romanzo inizia con il più grande furto che si possa fare a un essere umano: l’omicidio. A cui seguirà un secondo furto. Al morto ruberà la vita e l’identità un socio in affari che si sostituirà a lui per impadronirsi dei suoi contratti trascinando nell’inganno la moglie Miriam e la figlia. Al centro del romanzo le storie di tre donne del secolo appena terminato: Miriam, Giuditta ed Esther. Riunite in un finale mozzafiato. Tre donne a cui è stata rubata la vita, dagli uomini, dalla Storia e dal caso. E al centro anche molti contratti. Un contratto commerciale la ruba a Miriam. Il contratto spezzato dalla La guerra e dalle leggi razziali la rubano a Giuditta. Un contratto matrimoniale proposto da un misterioso e affascinante pretendente la ruba ad Esther. L’uomo utilizza i contratti per domare il caos e ci illudiamo che un contratto possa proteggerci dall’errore, dall’avidità, dalla perfidia e dal caso. Ci si aggrappa ai contratti come a una zattera ma i contratti possono essere modificati o saltare per la massima imperfezione che chiamiamo amore. Le famiglie possono nascondere segreti e inganni che determinano i comportamenti anche di chi ne è all’oscuro. Dal 1936 al 1992, porto i miei lettori da Giaffa a Istanbul, da Gerba ad Alessandria d’Egitto, da Basilea a Miami, da un kibbutz della Galilea a Roma e infine a Tel Aviv, in una galoppata serrata di avvenimenti e colpi di scena.

Jenny: C’è un personaggio al quale ha preferito dar voce?

Cinzia: Gli uomini. Una sfida sempre molto difficile indossare i panni dei personaggi dell’altro sesso. individuare lo sguardo, i pensieri, i gusti e i desideri profondi di ciascuno in modo credibile e intenso. Una sfida eccitante e coinvolgente.

Jenny: Quanto c’è di te nel romanzo?

Cinzia: Tutto e nulla. Miriam, Giuditta ed Esther sono tre donne fragili e coriacee proprio come me, ma il personaggio che più mi somiglia è Ibrahim, l’uomo che si sostituisce al mercante ebreo e ne ruba l’identità. Gli scrittori sono ladri di vite.

Jenny: Dovendo riassumere in poche righe il senso del libro “Ti rubo la vita” , cosa diresti?

Cinzia: Ricerca dell’identità ed esercizio della tolleranza. Una saga familiare piena di segreti e inganni, la zona cieca e il motore delle vite di ciascuno, con un finale a sorpresa. Non sappiamo chi siamo, siamo tutti marrani, ibridi, cangianti. La diversità va difesa perché è una inesauribile ricchezza.

Jenny: Potessi descrivere con tre aggettivi il tuo ultimo romanzo, quali useresti?

Cinzia: Avvincente, profondo, imperdibile. 613 pagine che leggerete tutte d’un fiato.

Grazie per aver accettato di rispondere alle mie domande…

 

foto presa dal web

Cinzia Leone, giornalista, scrittrice e autrice di graphic novel, collabora con il “Corriere della Sera” e “Il Foglio”. Ha pubblicato due romanzi, Liberabile e Cellophane, e cinque libri di storie a fumetti. Vive, scrive e disegna a Roma.

Vite rubate. Come quella di Miriam, moglie di un turco musulmano che nel 1936 decide di sostituirsi al mercante ebreo con cui è in affari, costringendo anche lei a cambiare nome e religione. A rubare la vita a Giuditta nel 1938 sono le leggi razziali: cacciata dalla scuola, con il padre in prigione e i fascisti alle calcagna, può essere tradita, venduta e comprata; deve imparare a nascondersi ovunque, persino in un ospedale e in un bordello. Nel 1991, a rubare la vita a Esther è invece un misterioso pretendente che le propone un matrimonio combinato, regolato da un contratto perfetto… Ebree per forza, in fuga o a metà, Miriam, Giuditta ed Esther sono donne capaci di difendere la propria identità dalle scabrose insidie degli uomini e della Storia. Strappando i giorni alla ferocia dei tempi, imparano ad amare e a scegliere il proprio destino. Una saga familiare piena di inganni e segreti che si dipana da Istanbul ad Ancona, da Giaffa a Basilea, da Roma a Miami, dalla Turchia di Atatürk all’Italia di fine Novecento, passando attraverso la Seconda guerra mondiale e le persecuzioni antisemite, con un finale a sorpresa. Un caleidoscopio di luoghi straordinari, tre protagoniste indimenticabili e una folla di personaggi che bucano la pagina e creano un universo romanzesco da cui è impossibile staccarsi. Cinzia Leone ha scritto un romanzo unico, generoso e appassionante, di alta qualità letteraria e innervato da un intreccio che fugge in volata, rapendo l’immaginazione del lettore. Un libro che, nella gioia della narrazione, riflette sulla storia, l’identità, la tolleranza.

 

Share
Apprezzi il mio lavoro? Librichepassione.it è affiliata ad Amazon. Se acquisterete dai links presenti nel sito, riceverò' una piccola percentuale che mi aiuterà a pagare le spese per la gestione del sito. Il prezzo di acquisto per voi rimarrà lo stesso, senza aver alcun sovrapprezzo.  E’ anche possibile fare una donazione attraverso Paypal Grazie per la vostra preziosa collaborazione!  

Jenny Citino è la curatrice del blog letterario "Librichepassione.it" Amante della lettura sin da bambina, alterna questa sua passione con la musica classica, il giardinaggio e la pratica dello Yoga.

You may also like...

error: Testi e foto ©librichepassione.it