Incontro con lo scrittore Enrico Galiano presso l’Auditorium di Cislago (Varese) – 29 Marzo 2019

Venerdì sera abbiamo trascorso una bellissima serata in compagnia dello scrittore Enrico Galiano, che non ha solamente presentato i suoi libri ma ha anche aperto un dialogo con tutti i ragazzi, i genitori e i professori presenti.
Enrico ha risposto alle innumerevoli domande dei numero ragazzi del liceo, presenti all’evento. Ha dato molti consigli validi su alcuni argomenti, come ad esempio, gestire le insicurezze, le paure e le fragilità che attanagliano, spesso,  i ragazzi in età adolescenziale. L’incontro secondo il mio parere personale è servito non solo agli studenti ma anche ai genitori e ai professori.
Enrico con il suo insegnamento controcorrente è riuscito a trovare la chiave giusta per arrivare al cuore dei ragazzi.
Da  mamma di una ragazzina in età preadolescente ho trovato davvero costruttiva la serata. Mi sarebbe piaciuto approfondire di più’ alcuni argomenti ma c’era poco tempo a disposizione. Spero che ci saranno altre occasioni per incontrarlo.
Avremmo bisogno di piu’ insegnanti come lui.
E’ stato un vero piacere assistere al suo evento.

Vi lascio alcune citazioni del suo libro “Tutta la vita che vuoi”

“Al mondo importa poco sapere chi sei e perché fai quel che fai. Al mondo importa solo essere convinto di saperlo.”

“I ragazzini di undici anni sembrano spesso ancora innocenti e incapaci di elaborare certi pensieri, ma in realtà il più delle volte arrivano al succo delle cose prima di tanti adulti. E quello che pensano lo dicono senza pensarci troppo, risultando a volte involontariamente crudeli.”

 “Ci sono volte in cui facciamo errori e ce ne accorgiamo solo dopo. Altre in cui l’errore è talmente palese che riusciamo a evitarlo. Infine altre in cui ci rendiamo conto che stiamo facendo l’errore del secolo proprio mentre lo stiamo commettendo.”

“Quando vedi qualcosa che ti tocca dentro, devi fare solo una cosa: facci caso. Non lasciarla scorrere come se niente fosse. E fallo tutte le volte che puoi”. 

“I segreti, quando li confessi, ti possono far sentire in due modi: più solo, oppure meno solo. “

“Dentro quei biglietti strappati e accartocciati come vecchi scontrini non c’è solo felicità, c’è molto di più, non è tutto dolcezza e tranquillità e pace, col cavolo, perché in quegli istanti c’è anche dolore, è lì nascosto acquattato in quegli attimi, e non è neanche un dolore da poco, perché mentre li vivi sai che sono attimi, che arrivano e svaniscono: è cielo che diventa azzurro e smette di scrosciare pioggia per un secondo, ma sai già che sarà solo un secondo. Sono attimi che decidono da soli quando farsi vivi: tu puoi anche metterti lì a rovistare nel mondo in cerca di cose da scrivere sui biglietti ma saranno sempre loro a venirti addosso, quando meno te lo aspetti, e faranno bene e faranno male, tutto insieme, bene e male, ed è per questo che ogni volta lei si ferma e si mette a fotografarli dentro un foglietto di carta stropicciato: perché tutto sa fare mediamente schifo, quando vuole, va bene, e quasi tutto intorno a Clo non sono colori ma solo tante scale di grigio eppure, eppure, ci sono momenti in cui senza preavviso ti ritrovi davanti tutta la vita che c’è in un istante. Tutta la vita che c’è, in un istante.”

“Scappiamo tutti da qualcosa. E quel qualcosa, quasi sempre, sono due occhi.”

“E il dolore, ogni dolore, rivela pezzi di te che nemmeno tu avresti mai pensato ti appartenessero. Alcuni meravigliosi, altri orribili. Ma tuoi. “

“Ci sono ferite che si rimarginano e spariscono, e ferite che lasciano un segno. Poi ci sono anche le ferite che restano aperte per sempre.”

” Il presente, anche senza spostare nulla, anche lasciando la storia così com’è, può trasformare tutto: semplicemente cambiando un po’ la prospettiva, anche ciò che è già successo, anche ciò che sembrava immutabile può diventare un’altra cosa. Migliore, se hai abbastanza fortuna. Perfino quello che sembrava doverci condizionare per sempre. No: il passato lo puoi ancora cambiare, semplicemente spostando la prospettiva. E se riesci a cambiare il tuo passato, be’, cambia anche il tuo presente.”

Enrico Galiano è nato a Pordenone nel 1977. Insegnante in una scuola di periferia, ha creato il webserie “Cose da prof”, che ha superato i venti milioni di visualizzazioni su Facebook.
Ha dato il via  al movimento dei #poeteppisti, flashmob di studenti che imbrattano le città di poesie.
Nel 2015 è stato inserito nella lista dei 100 migliori insegnanti d’Italia dal sito Master-prof.it. Il segreto di un buon insegnante per lui è : <<Non ti ascoltano, se tu per primo  non li ascolti>>.
Ogni tanto prende la sua bicicletta e se ne va in giro per l’ Europa con uno zaino, una penna e tanta voglia di stupore.
Il suo romanzo d’esordio, “Eppure cadiamo felici”, è stato il libro rivelazione del 2017, “Tutta la vita che vuoi”, 2018 edito Garzanti. Il 18 Aprile 2019 uscirà il suo ultimo romanzo “Piu’ forte di ogni addio” edito Garzanti.

Il suo nome esprime allegria, invece agli occhi degli altri Gioia non potrebbe essere più diversa. A diciassette anni, a scuola si sente come un’estranea per i suoi compagni. Perché lei non è come loro. Non le interessano le mode, l’appartenere a un gruppo, le feste. Ma ha una passione speciale che la rende felice: collezionare parole intraducibili di tutte le lingue del mondo, come cwtch, che in gallese indica non un semplice abbraccio, ma un abbraccio affettuoso che diventa un luogo sicuro. Gioia non ne hai mai parlato con nessuno. Nessuno potrebbe capire. Fino a quando una notte, in fuga dall’ennesima lite dei genitori, incontra un ragazzo che dice di chiamarsi Lo. Nascosto dal cappuccio della felpa, gioca da solo a freccette in un bar chiuso. A mano a mano che i due chiacchierano, Gioia, per la prima volta, sente che qualcuno è in grado di comprendere il suo mondo. Per la prima volta non è sola. E quando i loro incontri diventano più attesi e intensi, l’amore scoppia senza preavviso. Senza che Gioia abbia il tempo di dare un nome a quella strana sensazione che prova. Ma la felicità a volte può durare un solo attimo. Lo scompare, e Gioia non sa dove cercarlo. Perché Lo nasconde un segreto. Un segreto che solamente lei può scoprire. Solamente Gioia può capire gli indizi che lui ha lasciato. E per seguirli deve imparare che il verbo amare è una parola che racchiude mille e mille significati diversi.

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 Tre ragazzi. Ventiquattr’ore. Una macchina rubata. Una fuga. Una promessa. Perché ci sono attimi che contengono la forza di una vita intera. Così intensi da sembrare infiniti. È un susseguirsi di quei momenti che Filippo Maria vive il giorno in cui, per la prima volta, riesce a rispondere a tono al professore di fisica che lo umilia da sempre. Appena fuggito da scuola vuole solo raggiungere Giorgio, il suo migliore amico che, immobile di fronte a una chiesa, si chiede perché non sia ancora riuscito a piangere al funerale del fratello. Poco dopo incontrano una ragazza che corre a perdifiato: è Clo. Basta uno scambio di sguardi e i tre si capiscono, si riconoscono, si scelgono. La voglia di vivere e di cambiare che hanno dentro è palpabile, impressa nei loro volti. Si scambiano una promessa: ognuno di loro farà quell’unica fondamentale cosa che, di lì a vent’anni, si pentirebbe di non aver fatto. Anzi, lo faranno insieme: Clo sa come aiutarli. Basta scrivere su un biglietto cosa li renderebbe felici. Lei ne ha uno zaino pieno, di motivi per cui vale la pena vivere: le nuvole quando sembrano panna o l’odore della carta di un libro… Ora spetta a Giorgio e Filippo trovare il loro motivo speciale per cominciare a vivere senza forse, senza dubbi, senza incertezze. Ma non sempre chi ci è accanto è sincero del tutto. Ciò non riesce a condividere con loro la sua più grande speranza per il futuro. Perché a diciassette anni è difficile lasciarsi guardare dentro e credere che esista qualcuno disposto ad ascoltare i segreti che non siamo pronti a rivelare. Per farlo non bisogna temere che la felicità arrivi per davvero e afferrarla.

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 È importante dire quello che si prova, sempre. È importante dirlo nel momento giusto. Perché, una volta passato potremmo non trovare più il coraggio di farlo. È quello che scoprono Michele e Nina quando si incontrano sul treno che li porta a scuola, nel loro ultimo anno di liceo. Nina sa che le raffiche di vento della vita possono essere troppo forti per una delicata orchidea come lei: deve proteggersi ed è per questo che stringe tra le dita la collanina che le ha regalato suo padre. Per Michele i colori, le parole, i gesti che lo circondano hanno un gusto sempre diverso dal giorno in cui, cinque anni prima, ha perso la vista. Quando sale sul treno e sente il profumo di Nina, qualcosa accade dentro di lui: non sa che cosa sia, ma sente che lo sta chiamando. Ogni giorno, durante il loro breve viaggio insieme, in un susseguirsi infinito di domande e risposte, fanno emergere l’uno nell’altra lo stesso senso di smarrimento. Michele insegna a Nina a non smettere di meravigliarsi ogni giorno. Nina insegna a Michele a non avere rimpianti, che bisogna sempre dare l’abbraccio e il bacio che vogliamo dare, dire le parole che non vediamo l’ora di pronunciare. Ma è proprio Nina, quando un ostacolo rischia di dividerli, a scegliere di non dire nulla. Di fronte al momento perfetto, quello in cui confessare che si sta innamorando, resta ferma. Lo lascia sfuggire. Nina e Michele dovranno lottare per imparare a cogliere l’istante che vola via veloce, come la vita, gli anni, il futuro. Dovranno crescere, ma senza dimenticare la magia dell’essere due ragazzi pieni di sogni.

 

 

 

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Jenny Citino è la curatrice del blog letterario "Librichepassione.it" Amante della lettura sin da bambina, alterna questa sua passione con la musica classica, il giardinaggio e la pratica dello Yoga.

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