Vi presento “La trilogia di MAGDEBURG” L’ERETICO di Alan D. Altieri

Edizioni Tea
Pagine: 396
Prezzo: 13,oo

Trama

Tenebre. Non esiste altro nella Germania dell’anno Domini 1630. Carestia, morte, pestilenza provocate da una guerra che sembra eterna. Ma nemmeno questo bagno di sangue ferma Reinhardt Heinrich von Dekken, Principe di Turingia, uno dei nobili cattolici più potenti e temuti del Sacro Romano Impero della Nazione Germanica. Quello di Reinhardt, uomo nel cui passato grava un incubo che rifiuta di dissiparsi, è un disegno di potere destinato a sconfiggere il tempo. Nel perseguirlo, Reinhardt non ha esitazioni. Eppure, come in una profezia dell’Apocalisse, il suo destino è inesorabilmente legato a quello di un guerriero senza nome, enigmatico e letale: un eretico in nero che di Reinhardt sembra l’antitesi assoluta. Primo dei volumi della trilogia di Magdeburg, questo romanzo è un affresco gotico immerso nell’oscurità della guerra dei Trent’anni, illuminato da bagliori apocalittici e dalla figura del suo protagonista, il “viandante in nero”.

<<Altieri è tra i numeri uno: i suoi libri hanno trame che non lasciano respiro, supporto di documentazione  accurata, uno stile personale ed essenziale.>>  Panorama

 

Incipit

 

<<Emerse dalle tenebre.
      Memento e incubo.
Un uomo in un mantello colore delle ombre,
su un cavallo da guerra colore dell’acciaio.
           Un viandante.
Nient’altro che un viandante nero.
Avanzò lungo la strada flagellata
dalla pioggia del Giorno dei Morti.
Superò i relitti di case sventrate,
invase da erbacce sibilanti nel vento.
L’aria era opaca, miasmatica…
Nessuna luce arriva sulla terra.
Forse la luce aveva semplicemente cessato di esistere.>>

Wolfengrad,Turingia.
La guerra era passata quattro estati prima. E poi di nuovo l’inverno prima. Troppi eserciti diversi, troppi condottieri diversi. Un unico desiderio: macellarsi gli uni con gli altri. E macellare il resto, tutto il resto. Strutture, raccolti, animali, uomini. Alla fine, la guerra se n’era andata. Solo un interludio nella demolizione. In un modo o nell’altro, in un tempo o nell’altro la guerra sarebbe tornata,
La guerra era eterna.
Sul lato destro della strada, s’innalzava una linea di corpi, crisalidi di stracci su acciottolato viscido di piaghe purulenti. Attorno a essa, erano in parecchi a piangere, a pregare, a implorare.
Il viandante in nero non si fermò.
Avanti a lui, qualcuno stava urlando. Grida incoerenti, distorte dalla disperazione. Una donna di età indefinibile, capelli simili a un cespuglio di rovi, occhi iniettati di rosso, scattò di fronte al cavallo da guerra. Era lei a urlare cose prive di senso nell’oscurità del Giorno dei Morti. Le sue mani scheletriche artigliarono le redini.
Il viandante in nero trattenne l’animale, evitando che s’impennasse. Avrebbe potuto allontanare la donna con una frustata, con un calcio in faccia. Oppure avrebbe potuto ucciderla e basta. Nessuno avrebbe alzato un dito per fermarlo. A nessuno sarebbe importato…

 

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Jenny Citino è la curatrice del blog letterario "Librichepassione.it" Amante della lettura sin da bambina, alterna questa sua passione con la musica classica, il giardinaggio e la pratica dello Yoga.

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