Buongiorno! Con una bella poesia della poetessa persiana ” Fough Farrokhzad”

“Io ascoltavo da dietro la finestra, rapita dalla musica di una lingua che a volte suona come i sussurri di un amante e altre come il canto lamentoso del basettino. Le parole mi agganciavano e non mi lasciavano piu’. Fiumi, oceani e deserti, l’usignolo e la rosa: i simboli perenni della poesia persiana mi divennero familiari attraverso quelle scene serali  nel giardino, e anche se ero ancora molto giovane, una bambina, quei versi mi portavano in paesi lontani”

 

Mi fa pena il giardino
 
Nessuno Pensa ai fiori
nessuno Pensa ai pesci
nessuno Vuole credere
Che il giardino sta morendo,
il Che s’infiamma il cuore del giardino
sotto il sole
Che piano piano si svuota
la memoria del giardino dei Suoi Verdi Ricordi,
e i sensi del giardino
paiono Ormai Una cosa spoglia
consumata nel giardino solitario.
Solo il cortile di casa nostrail cortile di casa nostra
adesso sbadiglia
in attesa che piova da una nuvola 
sconosciuta,
 vuota E la vasca nel giardino di Casa Nostra.
Le minute stelle inesperte
crollano al suolo dalla cima degli alberi,
e una notte ,dalle multe tre pallide della casadei pesci,
risuonano colpi di tosse.
Solo è il cortile di casa nostra.
 
oughF arrokhzad
                                                                                                                 da “Canto di una donna libera” Jasmin Darznik
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Jenny Citino è la curatrice del blog letterario "Librichepassione.it" Amante della lettura sin da bambina, alterna questa sua passione con la musica classica, il giardinaggio e la pratica dello Yoga.

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