Recensione del romanzo “L’angelo di vetro” di Corina Bomann

 “Il vetro è come l’amore” disse mio padre, aprendo la porta del laboratorio. “Può durare decenni e poi andare in frantumi da un momento all’altro. Va trattato con cura,se non vuoi incrinarlo. Ma se riesci, la felicità che ne trarrai sarà eterna.”

Tutto ha inizio a Spiegelberg un paesino della Germania, nel dicembre del 1985.

Anna è la figlia del vetraio di paese,  il padre non avendo avuto figli maschi decide che sarebbe stata lei a portare avanti la sua vetreria. Purtroppo poco dopo il padre morì,e  dopo la sua morte , Anna, sua sorella Elisabeth e la madre persero tutto. Le tre donne dovettero trasferirsi in un piccolo appartamento modesto che apparteneva ai signori Niedermayer. Anna, intanto, per  poter provvedere alla sua famiglia aveva iniziato a lavorare presso la vetreria di mastro Philipps e a vendere le sue creazioni di vetro al mercato.

Una sera, alla casa dei signori Niedermayer si presentarono due uomini, erano dei messaggeri che avevano una lettera importante da consegnare ad Anna.

La lettera proveniva da Londra ed era sigillata con lo stemma della Regina d’Inghilterra. Anna era incredula, ma poiché non conosceva l’inglese non poteva leggerne contenuto. I signori Nierdermayer le dissero che in paese abitava un professore che conosceva molte lingue e che avrebbe potuto aiutarla, così la ragazza si recò a casa dell’uomo, dietro il loro consiglio.

Arrivata dal professore, lui si dimostrò disponibile e iniziò a tradurre la lettera, una volta tradotta,riferì il  contenuto alla sua destinataria, che ancora non riusciva a credere che tutto questo stesse accadendo proprio a lei.

Anna, incredula, non riusciva ancora a credere che la regina in persona avesse espresso la volontà di vedere le sue creazioni, i suoi piccoli angioletti  di vetro fatti proprio con le sue mani, pensava fosse uno scherzo, ma il sigillo di corte, posto sulla lettera, confermava che tutto quello che le stava accadendo era reale. Mille dubbi la assalirono, come avrebbero fatto Elisabeth e sua mamma ad andare avanti senza di lei, se avesse deciso di accettare la proposta della regina? E se si trattava di uno scherzo? Arrivata a casa ne parlò con la sorella, la quale la fece riflettere, spiegandole che se avesse accettato l’invito,forse, la loro vita sarebbe cambiata in  meglio, e che la madre in sua assenza l’avrebbe accudita Elisabeth.

Anna, fino alla fine, non sapeva cosa fare, finché non ritornò a casa sua il messaggero per avere una risposta… era convinta che non sarebbe partita, che non avrebbe mai lasciato sola la sua famiglia, ma Elisabeth riuscì a farle cambiare idea, si sarebbe recata a Londra al cospetto delle regina Vittoria con i suoi angioletti.

“Trascorsi l’intera notte a riporre ogni angioletto in una scatolina da fiammiferi imbottita di ovatta per evitare che si rompessero durante il trasporto.

Nel farlo mi accorsi di come ero migliorata,nel tempo. Non avevo venduto tutte le statuine realizzate con i diversi stampi di fusione e, essendo rimasto qualche esemplare di ogni serie, potevo vedere chiaramente come la mia tecnica si fosse man mano affinata.(…)

Quando presi l’ultima scatolina della pila, capii immediatamente cosa conteneva. Sentii come un’energia magica scorrermi attraverso la mano.

Era il mio primo angioletto che avevo realizzato, ancora sotto la supervisione di mio padre, con uno stampo in pezzo unico che avevo poi distrutto.(…)

Dopo qualche ora avevo imballato tutti i miei angioletti,li impilai in borsa, facendo attenzione a frapporre tra l’uno e l’altro uno strato di ovatta per proteggerli ancora meglio. Dovevano essere una cinquantina”.

Il mattino dopo Anna salutò sua sorella e sua mamma, per lei fu difficile lasciarle, ma partiva con nel cuore la speranza, che dopo quell’impresa le loro vite sarebbero  cambiate.

Arrivò a prenderla Mister Evans, la fece montare a cavallo con qualche difficoltà, e iniziarono il loro viaggio.

“Quando ci fummo lasciati il paese alle spalle, il mondo cambiò: era bianco e scintillante come un regno incantato. Le colline avevano un cappuccio immacolato e gli alberi parevano intagliati nel cristallo. Tutto intorno a noi brillava avvolto in un silenzio surreale. (…)
Di tutte le cose in natura, il ghiaccio era quello che più si avvicinava per bellezza al vetro”.

Il viaggio ebbe inizio. Per Anna era tutto nuovo, ma viaggiare era quello che aveva sempre sognato quando era ancora vivo suo padre. Partirono a cavallo, presero il treno,il traghetto,passarono da Colonia, dove Anna rimase affascinata dalla bellezza del Duomo,poi passarono per la Francia, arrivarono al porto di Calais per imbarcarsi sulla nave diretta per Londra. Mister Evans si era rivelato un piacevole accompagnatore e la sua compagnia alla ragazza trasmetteva sensazioni che non aveva mai provato prima di allora.

Il viaggio non si rivelò tranquillo, accaddero tanti imprevisti. Arrivare a corte non fu semplice, incontrarono vari ostacoli, e a causa di questi Anna incontrò Mister DeVries, dall’aria ostile ,ma che alla fine si dimostrò di grande aiuto.

Chissà se Anna con la sua caparbietà, ostinazione  e coraggio riuscirà ad affrontare tutto quello che il destino ha in serbo per lei, se dopo il suo viaggio a Londra la sua vita e quella della sua famiglia sarà cambiata in meglio…

Questo lo lascio scoprire a voi… buona lettura!

Corina Bomann con il suo romanzo e attraverso la sua scrittura ci proietta in un’atmosfera da favola, ci fa sognare dalla prima all’ultima pagina.

Una storia avvolgente, piacevole, avventurosa. L’autrice è stata brava nel descrivere le scene e le sensazioni che provano i personaggi,ci ha dimostrato attraverso il personaggio di Anna, dal carattere forte e caparbio, che nella vita con l’impegno si può raggiungere qualsiasi obiettivo. Questo romanzo ha catturato la mia attenzione fin da subito, già dalle prime pagine mi è piaciuto lo stile di scrittura di questa autrice. L’ho letto in pochi giorni perché volevo capire da subito, se la storia avesse  un lieto fine.

Consiglio di leggerlo, potrebbe sembrare una lettura adatta solo al periodo natalizio, invece, va bene in qualsiasi periodo dell’anno perché è una storia bellissima e dopo averla letta lascia una bellissima sensazione.

 

 

(Foto presa dal web)

Corina Bomann è nata in una piccola cittadina della Germania del nord, ma vive da anni a Berlino. Dopo il successo internazionale del suo primo bestseller, “L’isola delle farfalle” (Giunti 2012), si è affermata fra le scrittrici piu’ amate nel campo della narrativa romantica. 
Per Giunti sono usciti “Il giardino al chiaro di luna” (2014), “Un  sogno tra i fiocchi di neve” (2014), “La signora dei gelsomini” (2015), “L’eco lontana delle onde del nord” (2015), “Un’estate magica” (2016), “L’anno dei fiori di papavero” (2016), “Una finestra sul mare” (2017), “Il fiore d’inverno” (2017), “Cuore di tempesta” (2018), tutti entrati nella TOP 10 delle classifiche di narrativa straniera.

L’Angelo di vetro
Genere: Romanzo
Autrice: Corina Bomann
Casa editrice: Giunti 
Data di pubblicazione: 24 Ottobre 2018
Traduzione di: Fiammetta Giorgi
Pagine:3o3
Prezzo: 15,90 euro

        ”                    Una favola natalizia, delicata e scintillante come il vetro soffiato”.

Trama:
È un freddo dicembre del 1895 nel piccolo villaggio di Spiegelberg, ai margini della Foresta sveva, e la giovane Anna spera che l’arrivo del Natale le permetta di vendere le sue meravigliose creazioni di vetro soffiato: angioletti, fiori, animali e cristalli di ghiaccio in ogni sfumatura di colore. Dopo la morte del padre, mastro vetraio, che le ha insegnato tutti i trucchi della sua arte, Anna è costretta a farsi carico della madre malata e della sorella minore, lavorando per un misero salario nel laboratorio del vecchio Philipps e di suo figlio Wenzel. Quando un giorno il ragazzo le chiede di sposarlo, Anna si sente di fronte a un bivio: potrebbe essere la via di uscita da una vita di stenti, eppure, nonostante l’amicizia che la lega a Wenzel, qualcosa dentro di lei si ribella. Il suo sogno è sempre stato viaggiare in paesi lontani e solo l’idea di un’esistenza tranquilla e ritirata le toglie il fiato. Finché una notte uno sconosciuto dagli occhi grigi come le nubi cariche di neve bussa alla sua porta consegnandole una busta chiusa da un sigillo di ceralacca. Una lettera che arriva dall’altra parte del mare e che sta per dischiuderle un mondo da fiaba: al fianco del giovane messaggero, Anna intraprenderà un lungo viaggio che la porterà fino a Londra, alla corte della regina Vittoria, per decorare con le sue raffinate figure di vetro l’abete della famiglia reale. Ma sarà davvero più vicina alla realizzazione di tutti i suoi sogni?

 

 

 

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Jenny Citino è la curatrice del blog letterario "Librichepassione.it" Amante della lettura sin da bambina, alterna questa sua passione con la musica classica, il giardinaggio e la pratica dello Yoga.

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