Intervista a Michele Gazo, autore del romanzo “I Medici- Lorenzo il Magnifico”

Michele Gazo è nato e vive a Varese. Appassionato di narrativa storica, poemi cavallereschi e tradizioni antiche, ha pubblicato nel 2013 il romanzo storico “Il flagello di Roma” (Rizzoli), con il quale è stato finalista al Premio Fiuggi-Storia e che è stato selezionato dal Corriere della Sera tra i migliori romanzi storici internazionali, e, nel 2016, il romanzo sull’origine di Milano “Mediolanum – La conquista dei Celti” (Centauria).Il suo esordio è avvenuto nel 2000 con il romanzo “Il libro di Thoth”, pubblicato nella collana i Cidilibri di Alfa Edizioni (Premio Cenacolo 2002 per i Nuovi Media). Nel 2008 ha curato il saggio “I Misteri di Varese” uscito in allegato al quotidiano La Provincia di Varese. Grazie a “I Medici – Lorenzo il Magnifico” (Mondadori, 2018) ha iniziato la sua collaborazione con il mondo delle serie tv. Lavora anche come creativo pubblicitario.

 

 

Ciao Michele , benvenuto a due chiacchiere con lo scrittore…

  • Chi è Michele nella vita di tutti i giorni?

Da tre anni sono prima di tutto un papà. Un ruolo che mi è congeniale perché mi permette di essere ancor più in sintonia con il lato ludico e immaginifico della vita, che non solo considero il più importante e autentico, ma che è anche quello dove nascono le storie, vissute e immaginate.

 

  • Da dove nasce la tua passione per la scrittura?

Quando avevo circa otto anni rimasi colpito dai primi romanzi che lessi. Mi affascinava il modo in cui gli autori riuscivano a evocare universi con la scrittura, ricreando una dimensione in cui i prodigi potevano coesistere con la quotidianità. Vedevo la figura dello scrittore come una specie di alchimista dei mondi, che poteva mescolare pensieri, emozioni, ricordi, invenzioni, fino a generare storie in grado di espandere la nostra esperienza di vita e la nostra stessa realtà. E decisi che un giorno ci avrei provato anch’io.

 

  • La storia è stata da sempre la tua passione?

Fin dalla prima infanzia ho sempre amato la storia antica, in particolare ellenica ed egizia. Mi hanno sempre affascinato le rovine del lontano passato, il modo in cui, incomplete, sembrano affiorare solo in parte da un’altra dimensione, e il modo in cui sembrano silenziosamente narrare vicende favolose. Poi, studiando i Celti, ho scoperto che tante cose del folclore, delle tradizioni, del linguaggio dialettale della mia terra sono derivate da quell’antica cultura, e me ne sono appassionato fino a scriverci due romanzi, Il flagello di Roma (Rizzoli) e Mediolanum (Centauria).

L’altro periodo storico per il quale ho sempre sentito un’affinità speciale è, naturalmente, quello medieval-rinascimentale. Un amore che nasce dalle avventure di cappa e spada e dalle ambientazioni eroico-fiabesche delle chansons des gestes e di cicli epici come quello arturiano. Diciamo che per me la storia è un mezzo per raccontare il “mito”, gli archetipi che attraversano i secoli e si incarnano di volta in volta nelle vicende storiche e nei loro protagonisti. La storia infatti segue l’uomo, il mito lo precede.

 

  • Esiste un libro che ha avuto una grande influenza su di te? C’è uno scrittore che consideri il tuo mentore?

I primi romanzi “adulti” che lessi da bambino furono La storia infinita di Ende e Lo Hobbit, di Tolkien, seguiti a stretto giro da La pietra del vecchio pescatore, della O’Shea, e da Il mulino dei dodici corvi di Preussler. Tutti romanzi di genere fantastico ma da cui, a volte, occhieggiavano sottotraccia alcuni richiami storici.

Lo scrittore che però considero il mio mentore è Stephen King, non tanto per il genere o i soggetti dei suoi libri quanto per la tecnica, lo stile e soprattutto la passione per la scrittura che mi ha trasmesso. Ho imparato a scrivere cercando di imitarlo, e questo mi ha paradossalmente portato a sviluppare uno stile diverso, più personale.

 

  • Com’è nata l’idea di scrivere “I Medici. Lorenzo il Magnifico”?

Tre anni fa mi trovavo in treno diretto a un matrimonio a Roma. Nello scompartimento ho incontrato un vecchio amico che oggi fa il commediografo e abbiamo cominciato a parlare di narrativa e di romanzi storici. Mi ha chiesto se avevo in mente un nuovo libro e io gli ho risposto che ero interessato a scrivere qualcosa ambientato in epoca rinascimentale, che coinvolgesse Lorenzo il Magnifico. Era la prima volta che ne parlavo, anche a me stesso. È stata un po’ una presa di coscienza di un desiderio latente che fino a quel momento non avevo ancora considerato per davvero, e che per un po’ rimase ancora allo stato embrionale. Tempo dopo il mio agente mi disse che la casa di produzione Lux Vide, che aveva prodotto la prima stagione della serie TV sui Medici, cercava un romanzo ufficiale per la seconda stagione, incentrata proprio su Lorenzo, e mi chiese se ero interessato a propormi come autore. E mai come in questo caso si può dire che il resto… è “storia”!

 

  • E’ stato difficile scrivere il romanzo di una fiction? E come è nata l’idea?

 Tecnicamente si tratta di un’operazione detta “tie-in”, ovvero una storia che viene trasposta su due media differenti. All’estero è qualcosa di molto diffuso, in Italia un po’ meno. L’idea è nata per dare una maggiore “tridimensionalità” a quanto narrato, offrendo due punti di vista complementari (cartaceo e televisivo) della vicenda di Lorenzo, per offrire ai lettori/spettatori un’esperienza più “immersiva”, come si dice oggi.

In fase di scrittura non ho trovato difficoltà maggiori rispetto a quelle che si incontrano solitamente quando si scrive un romanzo. Forse l’unica in più è stata quella legata al fatto che il mio stile è molto visivo, molto cinematografico, e volevo invece darequalcosa in più rispetto a ciò che il lettore avrebbe visto su schermo. Mi sono così affidato a tutte le potenzialità che ha un romanzo rispetto alla televisione, approfondendo i pensieri dei personaggi, descrivendo profumi, odori, sensazioni tattili, il gusto delle pietanze rinascimentali, le percezioni emotive e ambientali. Il risultato è piaciuto molto all’editore e alla casa di produzione, ma anche a tanti lettori che mi hanno scritto apprezzando proprio questo aspetto “sensoriale” del romanzo.

  

  • Cosa ti appassiona della figura storica di Lorenzo il magnifico?

 Lorenzo è stato “l’ago della bilancia del mondo”, un perno attorno a cui è ruotata tutta la sua epoca. Grazie a lui, l’oscurantismo del passato si è proiettato verso la luminosità del Rinascimento. Basterebbe questo per renderlo una figura intrigante. Ma ciò che ammiro di più in lui è la capacità di affrontare la politica senza lasciarsene corrompere, di mantenere il proprio equilibrio e la fedeltà ai propri ideali. Sto parlando naturalmente della sua missione, quella che nel romanzo chiamo “la sua opera”, ovvero ricreare nel mondoun clima di serenità e armonia che si riveli terreno fertile per l’arte e la scienza, massime espressioni del talento dell’uomo.

 

  • Il romanzo storico di solito piace piu’ che altro a un pubblico maschile,ritieni che il tuo romanzo possa interessare anche alle lettrici?

 

Sicuramente: la miglior riprova di ciò sono i tanti messaggi di apprezzamento che ho ricevuto da parte di lettrici entusiaste. Sui forum online ci sono anche diverse discussioni tutte al femminile sul mio romanzo: l’argomento principale di cui parlano sono gli intrecci romance presenti nella trama, ma credo che a interessare le lettrici sia anche la vicenda storica in sé, che presenta personaggi femminili molto forti e importanti, prima tra tutte Clarice, la moglie di Lorenzo, ma anche la madre di quest’ultimo e la sua amante, Lucrezia. Senza dimenticare Simonetta Vespucci, la musa di Botticelli, definita all’epoca “la donna più bella del mondo” e ispiratrice della rivoluzione artistica narrata nel libro. Credo che la struttura corale del romanzo, con tanti personaggi maschili e tanti personaggi femminili, sia uno dei suoi punti di forza, che permette ai lettori di ambo i sessi di calarsi nella vicenda e di empatizzare con i protagonisti, vivendo ciascuno le emozioni che apprezza di più, dall’intrigo all’avventura, dal romance al thriller.

 

  • Quali ritieni che siano gli altri punti di forza del tuo romanzo? E se puoi, descrivicelo in quattro aggettivi.

 

Be’, dovendo indicare con quattro aggettivi i punti di forza del mio romanzo, direi: sorprendente, emozionante, avvincente ed epico. Sorprendente, perché offre una visione inaspettata della vicenda di Lorenzo de’ Medici e del mondo dell’epoca; emozionante, perché la leva che muove tutto, nel romanzo, è quella dei sentimenti, molto più  della politica; avvincente, perché la struttura è incalzante quasi come un thriller moderno; epico, per la grandiosità delle imprese di Lorenzo, che proprio come un mitico cavaliere affronta la propria personale cerca per restituire all’uomo, attraverso quel magnifico Graal che è l’arte, il suo “rinascimento” e il suo ruolo al centro del mondo.

 

  • Attualmente stai lavorando ad un altro romanzo?

Sto lavorando a diversi progetti, non tutti storici. I Medici – Lorenzo il Magnifico ha segnato per me un importante traguardo professionale e personale e l’inizio di una nuova epoca creativa, di cui spero possiate apprezzare presto i frutti.

Grazie per avermi dedicato parte del tuo tempo!

Ricordo ai lettori che Lo scrittore Michele Gazo,per chi volesse conoscerlo di persona , il 19 Gennaio sarà a Luino presso la libreria Mondadori Bookstore Cerutti & Pozzi per presentare il suo ultimo romanzo. Non mancate!

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Sinossi

Anno del Signore 1469. Una tempesta è in arrivo su Firenze, prestigioso crocevia di artisti e mercanti: dopo la morte di Cosimo, carismatico patriarca della potente famiglia Medici, un attentato alla vita di suo figlio Piero ne scoperchia gli inquietanti segreti. Lorenzo, il giovane nipote di Cosimo da sempre destinato a raccoglierne l’eredità spirituale, si trova costretto ad assumersi gravi responsabilità prima del tempo e a dover maturare in fretta l’abilità e la malizia necessarie per confrontarsi con i sotterfugi e le macchinazioni che regolano il grande gioco del potere. L’ascesa e l’affermazione dei Medici come una delle casate più influenti della Repubblica si sono rivelate un magnete di invidie e rancori, e una rete di intrighi si infittisce sempre più intorno alla famiglia di Lorenzo. Al proprio fianco, il giovane avrà alcune tra le menti più illuminate della sua epoca, lo splendore dell’arte di maestri immortali e l’amore contrastato di due donne straordinarie e molto diverse tra loro, mentre insieme a suo fratello e ai propri alleati si ritroverà ad affrontare nemici senza scrupoli, tradimenti, duelli e una delle più terribili congiure mai ordite. Toccherà proprio a Lorenzo il difficile compito di mostrarsi all’altezza della profezia del nonno Cosimo, per salvare il futuro dei Medici ma soprattutto per guidare Firenze – e il mondo insieme a lei – verso l’era luminosa del Rinascimento, guadagnandosi il titolo con cui la storia ce l’ha consegnato: quello di Magnifico.

 

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Jenny Citino è la curatrice del blog letterario "Librichepassione.it" Amante della lettura sin da bambina, alterna questa sua passione con la musica classica, il giardinaggio e la pratica dello Yoga.

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