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Intervista alla scrittrice Patrizia Emilitri

Ciao Patrizia, benvenuta a “Due chiacchiere con lo scrittore”.

Jenny:  Fai la contabile, quindi lavori con i numeri…quando hai scoperto la passione per la scrittura?
Patrizia: Vero, sono una ragioniera, ruolo distante da quello che avrei voluto perché le parole sono sempre state la mia vera passione. Sono una grande lettrice e a un certo punto ho deciso che avrei voluto leggere una storia mia, raccontarmi e raccontare. Ci ho provato e sono molto soddisfatta.

Jenny:  Quando lavori a un racconto, utilizzi uno schema, una scaletta o scrivi di getto, seguendo le tue sensazioni?
Patrizia: Magari fossi capace di fare una scaletta e poi soprattutto seguirla, sarebbe tutto più facile! Invece, la storia comincia e si sviluppa man mano che la scrivo, i personaggi prendono il loro spazio e, a volte, nemmeno io so come andrà a finire. Ma questo è il bello, lasciarsi trascinare nella scrittura, così come , spero, si lasci trascinare il lettore.

Jenny:  Hai creato i personaggi dei tuoi romanzi ispirandoti a persone reali, oppure sono frutto della tua immaginazione?
Patrizia: Alcuni dei miei personaggi sono sicuramente ispirati a persone reali, ai loro caratteri soprattutto. Altri invece sono persone che vorrei conoscere, persone che non ho mai incontrato perché non esistono. Però ci sono, descritte da me, come le vorrei.

Jenny:  Il romanzo che hai scritto e a cui ti senti più legata?
Patrizia: Si dice che il primo amore non si scorda mai, così come io non scordo il mio primo romanzo “La volta del Bricolla”, si dice anche che il romanzo a cui ci si sente più legati è quello che ancora non si è scritto. A parte gli scherzi, i miei libri sono i miei “bambini di carta e inchiostro” e li amo tutti, anche quelli nel cassetto, ancora non pubblicati.

Jenny:  Quale personaggio dei tuoi libri ti assomiglia di piu’?
Patrizia: Sicuramente “TEA”. C’è molto di me e di come vorrei essere.

Jenny:  Perché hai deciso di scrivere questo libro: “La bambina che trovava le cose perdute”?
Patrizai: Come per “La carezza leggera delle primule”, volevo scrivere una storia che mescolasse realtà e magia. Spero che nella vita di ognuno di noi ci sia un pizzico di magia. Sono partita da una frase che si recita in ogni dialetto: “Sant’Antonio dalla barba bianca, fammi trovare quel che mi manca”, e ho creato una bambina nata con il dono di ritrovare le cose perdute. L’ho ambientato in Trentino, la mia seconda casa, dove vivono mio padre e mio fratello, regione che conosco bene e che amo profondamente, così come amo i suoi abitanti. Il segnatempo che sparisce, evento principale del libro, esiste davvero in quelle zone, non è difficile vederlo. È una storia leggera, a tratti divertente, ma con messaggi di umanità e appartenenza ai propri territori in cui credo molto.

Jenny: Che bambina è stata Patrizia?
Patrizia: Una bambina vivace, molto vivace, troppo vivace, cresciuta tra boschi e prati in un cortile dove ero l’unica femmina. Ho costruito casette tra gli alberi e ho partecipato a battaglie con bande rivali. Poi giri interminabili in bicicletta e sui pattini a rotelle. Mi sono divertita moltissimo. Ho imparato tanto dai bambini che sono cresciuti con me.

Jenny:  Il personaggio del suo ultimo romanzo a cui ha preferito dar voce?
Patrizia: Sicuramente Noemi, una bambina nata con un dono che le ha condizionato l’esistenza. Anche perché, come dice lei stessa, “A volte è meglio che le cose restino perse, da dimenticare. O da ricordare.” Noemi che vive da sempre a Vier…”a casa mia, in nessun posto mi sono mai sentita al sicuro, solo qui, dove tutti mi conoscono e ognuno, a modo suo, mi protegge. Qualcuno mi teme ancora, ma hanno imparato ad amarmi…”

Jenny:  E’stato difficile trovare un editore per il tuo primo romanzo?
Patrizia: Come tutti gli scrittori ho il mio bel cassetto pieno di lettere di rifiuto di case editrici più o meno importanti. Poi, ho vinto il Premio Chiara sezione Inediti e ho potuto sottoporre “La volta del Bricolla” a Pietro Macchione che lo ha pubblicato. Dopo “Il Testamento della maestra Elma” e “L’amore è morto”, il contatto con un agente letterario e l’esordio con Sperling & Kupfer e la pubblicazione de “La carezza leggera delle primule”, “Come se l’amore potesse bastare” e “La bambina che trovava le cose perdute”. Non è questione di difficoltà, è questione di costanza. Non bisogna smettere di provarci e soprattutto non bisogna smettere di scrivere. Bisogna sempre avere storie pronte da sottoporre al giudizio degli addetti ai lavori.

Jenny:  La tua citazione preferita?
Patrizia: “Per ogni cosa c’è sempre una ragione, poi c’è la ragione vera” tratta da “Il Re e il suo giullare” di Margaret George. Mai frase è stata più vera.

Grazie Patrizia , per aver accettato la mia intervista…

Grazie a te per l’attenzione. Spero che la mia Noemi, la mia “bambina che trovava le cose perdute”ti conquisti, come ha conquistato me.

 

La bambina che trovava le cose perdute

 

La bambina che trovava le cose perdute

La bambina che trovava le cose perdute
Patrizia Emilitri
Casa editrice: Sperling & Kupfer

Sinossi:
Ognuno di noi ha un dono. Perché tutto è un dono. Il corpo, l’anima, l’amore. A Vier, un piccolo borgo sospeso nello spazio e nel tempo in provincia di Trento, Noemi Rainer possiede una graziosa vineria, il Rosa Bianca – dove vende composte, sciroppi, uvetta sotto spirito, oltre, naturalmente, al vino – e nasconde un segreto. Un dono che per anni ha chiuso in un angolo del suo cuore, ma che ora, in una mattina di primavera che già profuma d’estate, torna a bussare prepotente nella sua vita. Il segnatempo che domina da più di trent’anni la piazza del paese, infatti, tutt’a un tratto è scomparso. I vieresi ci passano davanti ogni mattina e lo guardano ammirati. Qualcuno dice che è magico, qualcun altro, più devoto, è convinto che sia benedetto. Ma, si sa, ognuno vede quel che vuol vedere e ognuno crede ciò che vuol credere. Negli anni, però, a Vier si sono convinti in molti che quella scultura porti davvero fortuna, come promesso dal suo creatore. E ora va assolutamente ritrovata. C’è solo una persona che può farlo ed è lei, Noemi, la bambina, ormai adulta, con il dono: quello di ritrovare le cose perdute.

Patrizia Emilitri è nata in provincia di Varese, dove vive insieme al marito, i due figli e tre cani.
Ha vinto numerosi premi letterari, tra i quali il Premio Chiara sezione inediti con il volume Racconti.
Collabora con l’associazione culturale “Le curiose” e organizza corsi di scrittura.

 

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Jenny
Jenny Citino è la curatrice del blog letterario "Librichepassione.it" Amante della lettura sin da bambina, alterna questa sua passione con la musica classica, il giardinaggio e la pratica dello Yoga.
https://www.librichepassione.it

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