Romanzo moderno

Recensione del romanzo “ La custode dei profumi perduti” di Fiona Valpy

La scrittrice Fiona Valpy nel suo romanzo “ La custode dei profumi perduti” ci racconta la vita di due donne coraggiose.

La storia è ambientata in due periodi diversi, ma vissuta da entrambe le protagoniste nello stesso luogo: in un piccolo paesino della Francia. Eliane vive nel passato, nel 1938, mentre Abi nel 2017.

Eliane viveva in un mulino con la sua famiglia in un paesino nel cuore della Francia, infatti, suo papà Gustave Martin era il mugnaio del paese, la mamma Lisette era l’allevatrice della zona e poi c’erano Mireille e Yves, sorella e fratello di Eliane. Mireille lavorava come apprendista sarta in una sartoria di Parigi e Yves aiutava il padre al mulino. La famiglia Martin era molto unita, tra le due sorelle c’era un rapporto speciale e la distanza invece di allontanarle le aveva rese più’ unite e complici.

Libro la custode dei profumi perduti

Eliane era la figlia che somigliava di più’ alla madre, aveva ereditato il suo intuito e la straordinaria capacità di vedere sotto la superficie, di leggere i pensieri e i sentimenti più’ intimi della gente…saranno queste doti ad aiutarla ad affrontare quello che la vita le riserverà.

I giorni in paese scorrevano tranquilli, ognuno aveva il proprio lavoro: Eliane lavorava sulla collina al castello Bellevue di proprietà di Monsier Comte, dove la ragazza svolgeva il compito di “aiuto in cucina”, faceva da spalla a Madame Boin  e  in più’ si occupava dell’orto e delle  sue amatissime api.

Eliane incontrò Mathieu, un giovane ragazzo arrivato in paese per aiutare i signori Cortini con i vigneti. A Mathieu era stato chiesto di aiutare la ragazza a spostare le arnie nel giardino di Monsier Comte dove lei avrebbe potuto produrre del buon miele. Tra i due ragazzi nacque da subito qualcosa e non persero occasione per incontrarsi. I loro incontri avvennero lungo lo splendido fiume che scorreva vicino al mulino sotto la grande chioma cascante di un salice piangente, ed è proprio in quel posto che si giurarono amore eterno…

Eliane di sabato mattina si recava al mercato di Sainte-Foy-la-Grande dove assieme alla sua amica Francine vendevano: lei il suo miele e la sua amica le sue gustosissime marmellate, le due erano strette da un forte legame , la loro amicizia era nata ai tempi della scuola e da allora non si erano piu’ separate.

Era il 1939 e purtroppo la guerra raggiunse anche la Francia, le cose cambiarono per tutti, la famiglia Martin era preoccupata per la figlia che viveva a Parigi, non riuscivano ad avere sue notizie. Intanto la Francia era stata occupata dai nazisti.  Methieu era partito per andare a Tulle da suo padre e suo fratello ma non poté più’ rientrare perché la Francia era stata divisa in due. Per entrare e uscire dalla zona occupata dai nemici, bisognava avere un permesso speciale.  Livette e Gustave riuscirono a  ottenere i permessi grazie ai loro lavori per i quali ogni tanto dovevano spostarsi: lei per curare le donne in procinto di partorire e lui per dare rifornimento di farina.

I Martin, grazie al loro coraggio e alla loro bontà d’animo, usarono i  permessi anche per infrangere la legge imposta dai soldati Tedeschi, infatti  riuscirono ad  aiutare molte persone, non preoccupandosi delle ripercussioni che avrebbero potuto avere  loro stessi e il resto della  famiglia…

Finalmente dopo un lungo periodo di silenzio, Mireille aveva fatto ritorno a casa: era in pessime condizioni,  non era più’ la stessa, era sconvolta per tutto quello che aveva visto.Quando arrivò a casa,dai  suoi genitori, portava con sé una piccola bambina di nome Blanche, figlia di una sua amica che lavorava con lei in sartoria, ma che purtroppo non era sopravvissuta ai bombardamenti.

Appena Mireille ebbe riacquistato le forze decise di ritornare a Parigi, lasciando la piccola ai suoi genitori, i quali se ne presero cura come se fosse la loro figlia.

La guerra portò tanta distruzione e tanti cambiamenti, le persone furono costrette a registrarsi in comune e gli abitanti di nazionalità ebrea dovettero puntare sui loro vestiti la stella gialla, tra questi purtroppo vi era anche Francine, la migliore amica di Eliane…

I Martin, grazie a una soffiata avuta da un membro che faceva parte del gruppo dei sovversivi, furono avvisati che presto tutti gli ebrei residenti al villaggio  sarebbero stai deportati, e cosi’  Lisette si mise all’opera per aiutarli, sfruttando il suo permesso speciale , rischiando la sua vita.  Intanto al mulino Gustave, Yves ed Eliane stavano vivendo ore d’ansia, erano preoccupati per l’operazione segreta della madre, la quale, per fortuna ritornò sana e salva.

Anche al castello Bellevue le cose erano cambiate: l’abitazione di Monsier Comte era stata occupata dai soldati tedeschi e trasformata in una base militare, per ciò l’uomo era stato costretto a trasferirsi nel villino. Madame Boin  ed Eliane,  nonostante  l’invasione dei nemici , decisero di non lasciare il loro posto di lavoro. I tre riuscirono a comunicare con i maquisars tramite un foulard rosso di seta, regalato a Eliane da Monsier Comte.

 “Sul copriletto bianco, il foulard pareva brillare con un messaggio di speranza, a esso affidò lo straniero nel granaio affinché fosse sempre al sicuro, e anche la sua famiglia li’ e a Parigi; pensò a Monsier Comte, la cui madre un tempo aveva indossato quel foulard , e sperò che lo circondasse di luce lassù’ al castello , di qualsiasi cosa si stesse occupando ora il conte in mezzo a tutti quei soldati tedeschi; e soprattutto, pregò che in qualche modo quel foulard fosse un raggio luminoso, come quello di un faro che rischiarava l’oceano scuro…”.

Eliane sapeva che indossando quel foulard in testa, a ogni uscita, stava comunicando qualcosa d’importante alle persone che si nascondevano sulla cima della collina e nelle zone circostanti. Lei eseguiva gli ordini senza mai obiettare, perché sapeva che cosi’ facendo stava aiutando la sua gente.

Mathieu fece ritorno al mulino dopo due anni, Eliane, quando lo vide, non riuscì a credere ai suoi occhi, era felicissima, ma quando il ragazzo le accennò il motivo della visita, qualcosa nella ragazza cambiò, era come se non si conoscessero più’. Lei aveva troppi segreti che non poteva rivelare per non mettere a rischio le persone amate, inoltre pensava che Mathieu fosse passato dalla parte del nemico.  Lui non capiva come mai la ragazza fosse cosi’ distante…credeva che la guerra in qualche modo avesse cambiato anche lei…così dopo la loro discussione, decise di ripartire. Forse era Eliane a essere cambiata, non riusciva più’ a comprendere a chi appartenesse il suo cuore…

“ Quando si supera il limite? Cosa ci vuole a raggiungere quel punto cruciale?  Quando viene minacciato il tuo paese? Il tuo stile di vita? Le case dei vicini? O la tua stessa casa? Quando i tuoi amici sono in pericolo? O i tuoi figli? Ognuno di noi deve prendere quella decisione da sé. Sia che vinciamo o perdiamo la guerra, dobbiamo vivere con le conseguenze delle nostre decisioni.  Mi sono chiesta: cosa graverà sulla tua coscienza , quando tutto questo sarà finito? Quale sarà la tua decisione, quando sarai giunta al limite?Ecco io sono giunta al limite adesso, e ho preso la mia decisione.”

 

Accaddero molte cose spiacevoli alla famiglia Martin e a tutti gli abitanti del villaggio, ma nonostante tutto, rimanendo uniti, riuscirono a trovare il modo di affrontare tutte le avversità che la guerra li aveva costretti a subire non perdendo la fiducia e il coraggio.

“Le api da sole non sono molto forti, ma se restano unite e formano una comunità allora sono capaci di sopravvivere al piu’ duro degli inverni, e riescono a spaventare e cacciare via anche i predatori piu’ agguerriti.”

Chissà se finita la guerra, Eliane e Mathieu riusciranno a rincontrarsi…

Abi: 2017

Abi per riprendersi da un periodo difficile, coinvolta da un’amica, decide di partire per la Francia per partecipare a un ritiro di yoga.

Arrivata in Francia, le cose non andarono come aveva sperato: presa dallo sconforto si addentrò nella campagna per fare una passeggiata. Il cielo non prometteva niente di buono: era livido, sembrava che fosse in arrivo un forte temporale e mentre camminava, si fermò una donna a chiederle se avesse  bisogno di un posto per ripararsi dalla pioggia. La ragazza accettò ed è cosi’ che Abi conobbe Sara.  Arrivarono al castello Bellevue, era quella la sua casa, dove viveva con il marito Thomas. I tre cenarono insieme; durante la cena Abi iniziò a raccontare delle sue disavventure e i due le proposero di fermarsi da loro per la notte. La mattina seguente Sara propose ad Abi che le sarebbe piaciuto fermarsi a lavorare da loro, visto che stavano cercando una persona che potesse aiutarli con la loro attività. La ragazza attirata dal posto decise di accettare senza troppi indugi.

Dato che il castello Bellevue era destinato agli invitati dei matrimoni, Thomas e Sara sistemarono per Abi una stanza situata sopra la  mansarda del mulino, che era in ristrutturazione. Da subito quel posto trasmise alla ragazza tranquillità, nonostante si trovasse da estranei e in un posto a lei sconosciuto, si senti’ subito a suo agio.

“ Il mulino irradia una sensazione di placida permanenza: è solido, mentre il fiume gli scorre davanti impetuoso; l’acqua vortica spumosa precipitando sulla briglia. La grande ruota del mulino non gira più’, anche se Thomas ha detto che non ci vuole molto per rimetterla in funzione. Qui, solo qualche decina di anni fa, macinavano ancora la farina.  Chiedi a Sara di raccontarti la storia della famiglia che viveva qui. Ora ti sembra un posto pacifico, ma durante gli anni della guerra questa zona era stata occupata dai nazisti. Ancora oggi, la comunità locale porta le cicatrici di quel periodo. Forse le ferite sono guarite, ma sono ancora li’, proprio sotto la superficie”.

Abi fu subito attratta da quella storia, e non vedeva l’ora di scoprirne i retroscena. Anche lei aveva delle ferite, da cui stava cercando di guarire e in qualche modo si sentiva legata alla storia di quel posto.

“ Sai Abi, tutti ci portiamo dietro il nostro bagaglio. Forse è proprio quello che abbiamo in comune, noi esseri umani; forse è ciò che ci lega. Quando inizierai a conoscere un po’  più’ a fondo questo posto, inizierai a capirlo… forse c’è qualcosa che attira le persone qui, in un particolare momento della loro vita: quando è assolutamente necessario”.

Abi iniziò a lavorare al castello Bellevue, a lei piaceva svolgere quelle mansioni, stare in compagnia di Sara e scoprire quello che era accaduto alle persone che avevano vissuto in quel posto.

La ragazza era affascinata dalla storia di Eliane, tutto quello che aveva fatto durante la guerra, di com’era riuscita a sopravvivere, senza cambiare i suoi principi, adattandosi a ogni situazione Anche la vita di Abi non era stata facile. Dopo il giorno del suo matrimonio, si era ritrovata con un uomo che pensava di conoscere, ma che in realtà si dimostrò la persona più’ perfida che avesse mai conosciuto.  Un giorno Sara organizzò una piccola sorpresa per Abi, la portò a casa di Eliane, dove incontrò anche Mireille e Blanche, l’ultima tornata in Francia per occuparsi di Eliane. Per Abi fu una bellissima esperienza. Eliane le raccontò tutto quello che era accaduto ai suoi cari e alle sue api dopo la guerra. Abi ascoltando il racconto di Eliane, ebbe la sensazione che tramite le sue parole, le stesse trasmettendo forza, coraggio e fiducia in se stessa.

“Vedi , la tua storia mi ha aiutata a riconoscere il mio potere: la forza della resistenza umana contro la paura e la violenza.”

Ormai la stagione dei matrimoni era giunta al termine e Abi decise che era pronta a tornare a casa, a Londra, e a riprendere in mano la sua vita…

“ Nel cuore dell’inverno, ho scoperto infine che c’era in me un’invincibile estate.”  Albert Camus (1952)

 Ho trovato questo romanzo molto piacevole, interessante e descrittivo, la scrittrice è riuscita a descrivere cosi’ bene i luoghi, i personaggi e le situazioni che sono stato facile immaginarli.  Le due donne ci insegnano che l’essere umano, rimanendo sempre fedele a se stesso e credendo nei propri ideali, riesce ad affrontare le difficoltà della vita con la giusta forza d’animo.

Può il vissuto di una donna influenzare quello di un’altra persona?

Ognuno di noi ha dentro di sé la forza per affrontare le avversità della vita, bisogna solo cercarla e avere il coraggio di reagire, facendola emergere nel momento opportuno…e dopo ogni sconfitta ci si rialza sempre piu’ forti, un po’ “acciaccati”, ma con tanta voglia di ritornare a vivere. Perché dopo i momenti difficili, si apprezzano le piccole cose che la vita ci regala…

“ Un cuore infranto può sempre rinascere”

 

Titolo: La custode dei profumi perduti
Scrittrice: Fiona Valpy
Casa editrice : Newton Compton
Genere: romanzo
Traduzione: di Clara Nubile e Nello Giugliano
Data di pubblicazione:  4 ottobre 2018
Pagine: 348
Prezzo: 10.00 euro

L’autrice

Fiona Valpy  inglese di nascita, ha vissuto sette anni in Francia dove, insieme alla famiglia, ha ristrutturato una grande casa di campagna, nei vigneti di Bordeaux, prima di trasferirsi di nuovo in Gran Bretagna. Questa incredibile esperienza ha ispirato tutti i suoi libri,tradotti in Germania, Norvegia, Repubblica Ceca e Turchia.

 

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Jenny
Jenny Citino è la curatrice del blog letterario "Librichepassione.it" Amante della lettura sin da bambina, alterna questa sua passione con la musica classica, il giardinaggio e la pratica dello Yoga.
https://www.librichepassione.it

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