Recensione del libro: “Come il vento tra i mandorli” di Michelle Cohen Corasanti

I temi, trattati in questo romanzo, sono molto attuali, solamente che noi occidentali, vivendo ormai nel benessere, non ci rendiamo conto delle realtà che esistono dall’altra parte del mondo.

Siamo convinti che la situazione non ci riguardi, e come se indossassimo dei paraocchi e uno scudo; eppure, ogni tanto, ci farebbe bene aprire i nostri occhi e i nostri cuori, avendo compassione per chi vive delle realtà disumane.

Questo libro lo fa! Ci rammenta, infatti, di come alcune nazioni, a causa di un ideale (sia esso religioso, o politico) provochino delle “guerre”.

I mandanti sono sempre le persone più potenti che non si fanno degli scrupoli a provocare delle sofferenze a un popolo, già messo in ginocchio dalla povertà.

A causa di questi “promotori di guerre” chi ci rimette sono sempre le persone innocenti: bambini, madri,figlie,figli,padri che vorrebbero solo la pace, e  non desiderano altro che un FUTURO MIGLIORE PER I LORO FIGLI .

Questo, penso che sia il desiderio di ogni genitore, indipendentemente dalla razza, religione e status sociale.

fotografia del libro come il vento tra i mandorli

Come il vento tra i mandorli

Il romanzo è molto toccante: è ambientato in Palestina a metà degli Anni Cinquanta.

Una bambina inconsapevole dei pericoli stava rincorrendo una farfalla per catturarla, non pensando che un gesto simile avrebbe potuto metterla  in pericolo.  Amal, mentre giocava, non si accorse di essere arrivata oltre “La recinzione”.
La madre che intanto la cercava disperatamente, assieme ai suoi fratellini, comprese ciò che stava per accadere e iniziò a chiamarla, cercando di attirare la sua attenzione.

Amal, che era come ipnotizzata da quell’insetto così affascinante,  sembrò  ascoltare la voce di Mama, purtroppo si bloccò solo per un attimo, ricominciando immediatamente a rincorrere la farfalla.. In quell’istante, purtroppo, accadde l’inevitabile.

Quello che successe destabilizzò tutta la famiglia,ma quello fu solo l’inizio…

Dopo qualche giorno arrivarono dei soldati e ordinarono di lasciare la loro casa, così dovettero trasferirsi in una più piccola. L’unica cosa bella che trovarono in quel nuovo posto, fu un albero di mandorlo, a cui fu  dato il soprannome di Shahida: “il testimone”.

Una notte, il piccolo Ichmad sentì dei passi all’esterno della casa: il coprifuoco era già iniziato e la sua famiglia stava già dormendo. Con la curiosità dei bambini e ignaro di quello che gli sarebbe potuto succedere, uscì all’esterno.

Incontrò un uomo armato che gli ordinò di fare una cosa per lui e che se lo avesse rivelato, sarebbe tornato per uccidere lui e la sua famiglia.
Ichmad non avrebbe mai immaginato che ciò che si apprestava a fare, avrebbe cambiato le sorti della sua famiglia.

Baba fu arrestato, lui è il piccolo fratellino Abbas, si occuparono della famiglia. Iniziarono a lavorare duramente per comprare il cibo che serviva a sfamarli.

Finalmente Ichmad ottenne il permesso per andare a trovare suo padre in prigione: l’uomo non aveva ottima salute, il piccolo raccontò quello che stava facendo per la famiglia e lo informò che aveva interrotto gli studi.  Baba si dispiacque e disse al figlio:

foto del libro come il vento tra i mandorli del sito www.librichepassione.it

Come il vento tra i mandorli

«NON VOLTARE LE SPALLE ALLE TUE DOTI. LASCIA CHE TI ILLUMININO NEL PERCORSO DELLA VITA. QUANDO INCONTRI GLI OSTACOLI,GUARDA ALLA TUA LUCE. SEI DESTINATO A FARE GRANDI COSE.»

Ichmad dopo la visita al padre, decise di riprendere gli studi, lavorando di giorno e studiando di sera. Voleva rendere orgoglioso Baba, perché i sensi di colpa non gli davano pace: se suo padre si trovava in carcere, era solo colpa sua!

Un giorno mentre era a lavorare Abbas ebbe un incidente: cadde da un’impalcatura e gli ci volle molto tempo per rimettersi. Purtroppo da quell’infortunio sopravvisse, ma non tornò più in salute come prima, quindi non potendo lavorare, il destino della famiglia era tutto sulle spalle del piccolo Ichmad.

Il professore di matematica di Ichmad gli propose di partecipare a una gara;  passò le semifinali,  arrivò alle finali e la vinse. In quel momento pensò al suo Baba, di come sarebbe stato fiero di lui se solo avesse potuto informarlo. Grazie a quella gara iniziò a frequentare l’università, purtroppo contro il volere di Mama che disperata non avrebbe potuto più fare affidamento sul figlio per quanto riguardava in sostentamento della famiglia.

La vita di Ichmad grazie all’università ebbe una svolta, mentre in Abbas cresceva il rancore e l’odio per tutto quello che aveva dovuto subire la sua famiglia.

Gli anni passarono: Baba finalmente uscì dalla prigione, Ichmad nell’ambito della ricerca ebbe ottimi risultati, ma nel campo sentimentale ebbe una delusione dopo l’altra.

Intanto continuava la sua ricerca con il prof. Sharon, di origine ebraica. All’inizio tra i due ci furono degli attriti a causa della loro diversa nazionalità, ma con il tempo, iniziarono a rispettarsi e a conoscersi, diventando anche ottimi amici.

Fotografia del libro come il vento tra i mandorli di www.librichepassione.it

Come il vento tra i mandorli

A causa di quest’amicizia, Abbas iniziò ad allontanarsi dal fratello, perché non vedeva di buon grado quest’amicizia, era come se il fratello si fosse alleato con il nemico.

Il loro rapporto ebbe una rottura definitiva quando Ichmad s’innamorò di una ragazza ebrea e la sposò: da quel momento Abbas sparì dalla vita del fratello.
Il matrimonio durò poco, la moglie Nora fu coinvolta in un incidente, Ichmad tornò negli Stati Uniti per finire la sua ricerca con Menachen…

Nel frattempo i suoi genitori, nel loro villaggio, gli avevano trovato una nuova moglie, che lui accettò di sposare solo per renderli felici. Ichmad andò a conoscere la sua futura sposa e subito dopo le nozze, partirono per gli Stati Uniti. In principio il loro rapporto non fu idilliaco, ma con il tempo lui rivalutò le doti della moglie Jasmine.Il suo lavoro lo fece guadagnare sempre di più e grazie a questo, poté aiutare tutta la sua famiglia.

Ichmad e Jasmine ebbero due figli: lei si era ambientata bene in America e per un po’ di tempo sembrò andasse tutto bene, finché un giorno al telegiornale apparve Abbas. Ichmad preoccupato, decise di partire per Gaza in cerca del fratello che pensava fosse stato coinvolto in un attentato, con lui partì anche la moglie.

Non fu facile entrare a Gaza, ma con le giuste raccomandazioni riuscirono a passare le mura della città. Intorno a loro videro solo distruzione e morte, per fortuna riuscì a trovare suo fratello: era vivo e per lui era fondamentale.
Conobbe tutta la famiglia di Abbas, la moglie, i figli e i nipoti. Ichmad era partito dall’America con l’intenzione di portare Abbas e la sua famiglia con sé, ma suo fratello si dimostrò contrario sin dall’inizio.

Nel frattempo ci fu un’altra disgrazia … da quel momento, i due fratelli si riappacificarono: iniziarono a provare gli stessi sentimenti di quando erano piccoli e tutto quell’odio svanì. Ichmad decise di trattenersi per un po’ di tempo a Gaza, per confortare e la sua famiglia.

Ichmad, intanto, ricevette una telefonata: una voce gli comunicava che lui e il suo amico, il prof. Sharon si sarebbero dovuti presentare in Svezia,per ricevere un premio importante dovuto alla loro ricerca.

Arrivò il giorno della premiazione e mentre Ichmad presentava la sua ricerca davanti a tutta quella gente, aprì una piccola parentesi sulla sua infanzia:

«LA MIA INFANZIA MI HA INSEGNATO CHE UNA GOCCIA INSISTENTE PUO’ BUCARE LA ROCCIA. HO IMPARATO CHE LA VITA NON SI COMPONE SOLO DI CIO’ CHE CI ACCADE, MA ANCHE DELLE REAZIONI CHE SCEGLIAMO DI AVERE.

L’ISTRUZIONE E’ STATA LA MIA ANCORA DI SALVEZZA; E GRAZIE AD ESSA,SONO STATO IN GRADO DI ELEVARMI AL DI SOPRA DELLE CIRCOSTANZE IN CUI ERO COSTRETTO A VIVERE.»

In cuor suo sapeva a chi doveva tutto questo.

Ichmad tornò al suo villaggio, a casa dei suoi genitori. La casa era cambiata, era stata aperta una nuova finestra che si affacciava sul suo panorama preferito: “ IL MANDORLO”.

Quella era l’unica caratteristica che era rimasta immutata.

«NELLA VITA,SE SI VUOLE FARE QUALCOSA DI GRANDE, BISOGNA ACCETTARE DI FARE SACRIFICI, E DI CHIEDERLI A CHI CI AMA.»

BABA

 

Michelle Cohen Corasanti ha una laurea in Studi sul Medio Oriente conseguita presso l’Università ebraica di Gerusalemme e un master a Harvard. E’, inoltre, un avvocato specializzato in Diritto Internazionale e nei Diritti Civili. Ha fondato The Almond Tree Project, che promuove il dialogo tra israeliani e palestinesi tramite letteratura, musica e teatro.

 

COME IL VENTO TRA I MANDORLI

Autrice: Michelle Cohen Corasanti

Collana : I narratori

Anno edizione:  2014

Casa editrice: Feltrinelli

Traduzione: Alice Pizzoli

Genere:  narrativa straniera,moderna e contemporanea

Pagine: 377

 

 

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Jenny Citino è la curatrice del blog letterario "Librichepassione.it" Amante della lettura sin da bambina, alterna questa sua passione con la musica classica, il giardinaggio e la pratica dello Yoga.

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